Montevideo, 27 nov – Anche l’Uruguay, come l’Italia, vuole il voto per i cittadini all’estero. La maggioranza relativa del Parlamento ha votato a favore di una proposta di legge perchè a Montevideo ci siano almeno due rappresentanti nel Palazzo Legislativo del 15 percento della popolazione che è emigrata nei primi anni del nuovo secolo e continua ad emigrare con ritmo incessante. “Qualcosa di simile al sistema italiano”, racconta in esclusiva a Gente d’Italia, quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia, il presidente della Camera dei Deputati Enrique Pintado.“La proposta non è ancora passata, ma credo che non manchi molto”. Il voto per gli emigrati costituirebbe una delle misure che il governo di Tabare’ Vazquez sta studiando in merito al fenomeno che qualcuno ha battezzato col nome di “emoraggia uruguyana” e che attraversa differenti fasce sociali, ma trova maggiore incidenza tra i giovani neo laureati e professionisti. “Il nostro era un paese di immigrazione, la corrente ha cambiato senso di marcia” . Se infatti secondo le proiezioni degli Istituti di demografia a dicembre di quest’anno 22mila uruguyani si saranno trasferiti all’estero, tante quante nel 2001 all’inizio della crisi economica, il piccolo Uruguay deve attrezzarsi per attrarre immigrati e forza lavoro. Dalla regione circostante, dall’Equador, dal Perù, dalla Bolivia. Lo stesso Enrique Pintado ha presentato un progetto di legge per la flessibilità del diritto di cittadinanza teso ad aprire il paese ai cittadini degli stati vicini. Intanto però continuano ad arrivare richieste di riconoscimento di cittadinanza ai Consolati europei, al ritmo di 4.500 per anno presso la sede italiana. (SEGUE)