Bologna, 27 nov – Tale coltura mostra, infatti, un incremento in termini di valori produttivi che supera del 25% i livelli dello scorso anno, grazie al buon andamento sia della produzione ottenuta in campagna (+10% circa) sia dei prezzi pagati agli agricoltori (+15% circa). Ulteriori dati previsionali riguardano, poi, patate (+2,5% circa, grazie alla crescita degli investimenti), fragole (-7% circa) e cocomeri (-35% circa, per il calo delle quotazioni medie su base annua). La produzione lorda vendibile delle piante industriali appare, invece stazionaria nel complesso (-1% circa). Nonostante il ridimensionamento subito dal settore a seguito della riforma dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) per lo zucchero, la barbabietola da zucchero continua a essere la coltura di riferimento in grado di condizionare l’andamento dell’intero comparto. Il dato previsionale mostra un incremento del valore delle produzioni attorno al 5%, grazie a una crescita delle quotazioni (stimata al 7,5%) che ha consentito di compensare quasi completamente il rilevante ridimensionamento subito dalla soia (-27%) determinato dal dimezzamento delle superfici investite (-51%). Il valore complessivo delle produzioni frutticole per il 2007 è stimato come quasi invariato (+0,6%), ma la campagna di commercializzazione della frutta autunnale è ancora agli inizi e, quindi, la situazione potrebbe subire aggiustamenti. A livello generale, comunque, ad una contrazione produttiva (-7% circa) che ha interessato pressoché tutte le specie è corrisposto un innalzamento dei prezzi. Tale andamento dovrebbe consentire di chiudere positivamente l’annata della frutta a raccolta autunnale (mele +14%, pere +4%), mentre maggiori problemi sussistono per quella estiva (pesche -4,3%, nettarine -6,7%, albicocche -4,4%). Cresce la produzione lorda vendibile nel settore vinicolo (+5%), nonostante il calo della vendemmia (-9%), grazie a un’attesa della crescita dei prezzi attorno al 15%. Il bilancio positivo del comparto allevamenti è stato determinato dalla ripresa del settore avicolo (+50%), dopo la crisi degli anni precedenti, e dalla buona performance attesa per le uova, in base al buon andamento delle quotazioni in mancanza di dati sulla variazione dei quantitativi. In difficoltà sono, invece, i settori delle carni bovine (-5,7%) e suine (-6,8%) a causa del calo dei prezzi. Positivo l’andamento delle quotazioni che, soprattutto nell’ultimo periodo, stanno mostrando forti incrementi, dopo aver registrato fino a settembre livelli solo di poco superiori a quelli medi del 2006. Il valore complessivo della produzione non si dovrebbe, dunque, discostare da quanto riscontrato nell’annata precedente. Per tutte le categorie sussistono comunque problemi di costi crescenti, con particolare riferimento alla voce di spesa per i mangimi, rincarati a seguito della crescita dei prezzi di cereali e proteoleaginose.
(Cat/Sis)