(16 dicembre 2015) Pare che anche i giovani italiani non brillino per autostima. Ha fatto notizia, inducendo Wired a occuparsene, lo spirito rinunciatario con cui centinaia di candidati italiani si propongono alla piattaforma internazionale di base a Berlino (startupCVs. com) che mette in contatto chi vuole lavorare in una startup con le imprese in cerca di collaboratori sui quali investire e dei quali fidarsi.
Gli italiani – pur disponibili a lavorare ovunque, da Londra alla California alla Germania, e a lavorare molto – sono quelli che avanzano le richieste salariali più modeste: ad esempio, per uno stage, si accontentano in media di 9.400 euro l’anno, meno di 800 euro al mese. Questo significa condannarsi a tirare la cinghia, quasi sempre in un Paese in cui il costo della vita è di molto superiore a quello italiano.
Un rimedio per migliorare l’autostima tuttavia ci sarebbe, ed è un rimedio che i giovani hanno a portata di mano, visto che si tratta dei videogiochi. Secondo diversi studi scientifici – di cui si è occupato recentemente il post – il videogioco può aiutare ad accrescere la fiducia in se stessi.
L’importante è scegliere un gioco che abbia uno scopo positivo: sviluppare la creatività, imparare a risolvere nuovi problemi, rafforzare i rapporti con amici e famiglia, rialzarsi e ricominciare dopo i fallimenti, migliorare la propria funzionalità sotto stress. I ricercatori hanno riscontrato che l’uso di questi giochi contribuisce a migliorare l’autostima e a costruire le qualità preziose che portano alla risoluzione dei problemi. Ancora più importante, questi giochi hanno conseguenze opposte alla fuga dalla realtà: migliorare in qualcosa – qualsiasi cosa – aiuta a essere meno depressi, a stare più sul pezzo ed essere più resistenti nella vita quotidiana. Se proprio dobbiamo intervenire, noi adulti dovremmo farlo per proporre ai ragazzi di giocare insieme.