Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio a Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Pace: “In quest’ epoca angosciosa, vi sono segnali di speranza cha abbiamo il dovere di accogliere e di incoraggiare – scrive Mattarella a Bergoglio – : penso al messaggio virtuoso trasmesso dall’ Expo, agli sforzi delle Nazioni Unite per la definizione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, all’ ambizioso documento di Parigi sui cambiamenti climatici, alla conclusione dell’ accordo con l’ Iran sulla questione nucleare, all’ intesa finalmente raggiunta nei giorni scorsi per restituire alla Libia un governo unitario ed inclusivo e al crescente impegno diplomatico per interrompere la spirale di violenza in Siria”. “Questi segnali – si legge ancora nel messaggio del Capo dello Stato – si intersecano tra loro e ripropongono sfide e opportunità che è compito primario e indifferibile delle Istituzioni e della società civile affrontare e cogliere per ampliare gli spazi di solidarietà, di libertà e di collaborazione tra popoli”. (red)
MIGRANTI, BIMBI MORTI SONO TESTIMONI DI UN FALLIMENTO
Mattarella nel suo messaggio a Bergoglio ha fatto riferimento al dramma dei migranti. “Le parole di Vostra Santità – scrive Mattarella – si collocano sullo sfondo di un anno particolarmente difficile per il mondo intero, tormentato dagli oltre trenta conflitti che insanguinano il Medio Oriente, l’Africa, l’Asia e anche l’Europa. La barbarie terroristica e le violenze – volte a sovvertire le fondamenta del vivere civile e dello Stato di diritto – si moltiplicano, apparendo tanto più odiose in quanto perpetrate a danno di innocenti. Le migliaia di donne e uomini annegati nel Mediterraneo, i 700 bambini morti nella speranza di raggiungere un’esistenza serena, lontano dalla guerra e dalla miseria, sono muti e sofferenti testimoni di un fallimento drammatico. Ovunque volgiamo lo sguardo vediamo un numero ancora troppo elevato di membri della famiglia umana preda di tensioni irrisolte e inaccettabili limitazioni all’accesso a beni essenziali. Sono le radici e le conseguenze di quella che Vostra Santità ha efficacemente descritto come la ‘terza guerra mondiale combattuta a pezzi’”. (red)