GEORGIE IL MUSICAL, GRANDE ATTESA PER IL DEBUTTO ROMANO
C’è grande attesa a Roma per il debutto di “Georgie il Musical”, spettacolo tratto dalla novella dell’autore nipponico Mann Izawa su cui è basato il manga “Lady Georgie”. Il manga cult anni ’80, per la prima volta sbraca a teatro e vedrà il suo debutto Nazionale a Roma, al teatro Orione, dal 20 al 22 maggio. Il progetto nasce nel 2009 da un’idea di Claudio Crocetti, autore della sceneggiatura, su libretto di Diego Ribechini e musiche del maestro Tiziano Barbafiera. Il musical è ispirato al celebre fumetto giapponese del 1983, basato sulla novella scritta da Izawa da cui è stato anche tratto un “anime” (cartone animato), ancora trasmesso in molti canali televisivi. Lo spettacolo ripropone l’ambientazione del soggetto originale (Manga), da cui viene ripresa la figura della protagonista e degli altri personaggi, nonché la trama relativa sia alla loro condizione umana sia alla successione logica degli avvenimenti. Interamente originali sono invece: i dialoghi, le scenografie, adattate alla trasposizione teatrale, e i brani (parole e musica appositamente creati) attraverso i quali si articola, nelle varie scene, lo svolgimento della trama e che costituiscono la parte preponderante dello spettacolo, intervallato da parti recitate. Nel dicembre del 2013 tali brani sono stati raccolti in un CD, intitolato “Georgie il Musical”, realizzato a scopo esclusivamente promozionale, che contiene tutte le canzoni del Musical, autoprodotto tramite Crowdfunding e Patrocinato dall’AVIS, Associazione Volontari Italiani Sangue che ha creduto e continua a sostenere il progetto. L’ intento è quello di realizzare uno spettacolo sorprendente, una storia che inviti a riflettere su tematiche importanti e attuali, rispettando la struttura originale del manga per emozionare i tanti appassionati e fan di Lady Georgie e far rivivere la loro eroina in teatro. Il Manga in generale è una espressione artistica giapponese dove specialmente in Italia ha trovato la massima diffusione negli anni ’80. Splendide storie d’amore raccontate spesso con toni drammatici, con tematiche importanti e molto attuali. Il musical, oltre alla sua intrinseca valenza artistica, può diventare un efficace mezzo di denuncia di alcune problematiche sociali, stimolando la riflessione nel pubblico attraverso l’ascolto e la partecipazione a un evento che nasce, in prima battuta, come un’occasione di puro divertimento. Georgie il Musical è concepito musicalmente con brani potenti a tratti epici con splendide ballad e corali avvincenti. L’opera interamente pensata e realizzata per orchestra sinfonica, attualmente virtuale e registrata su supporto multimediale per l’esecuzione live. Il musical è suddiviso in due atti per una durata complessiva di circa 130 minuti. Si apre con una Ouverture e 12 brani per il primo atto, e 14 brani per il secondo atto. L’opera è costituita da brani musicali cantati e da dialoghi sciolti, talora accompagnati da musica di sottofondo. La trama originale è stata rispettata in ogni sua forma. Oltre ai brani solistici dei personaggi principali sono presenti duetti, scene di insieme e corali. Georgie il Musical è ambientato nella seconda metà del XIX secolo, quando l’Austalia era ancora una colonia penale Inglese. Una sera, il signor Butman, un agricoltore del luogo, trova una donna in fin di vita, Sophie, che gli affida la figlia Georgie, ancora in fasce. Nonostante il pericolo, infatti la donna sembra fuggita dal vicino campo di prigionia, l’uomo decide di prendere con sé la bambina. Georgie viene così adottata dalla famiglia Butman, composta dal padre, dalla madre Mary e dai due fratelli Abel e Arthur. La madre adottiva non riesce però ad accettare la piccola Georgie: a turbarla sono sia le sue oscure origini che il timore, peraltro giustificato, che, crescendo, la ragazza possa portare scompiglio tra Abel ed Arthur. Gli accadimenti vedranno la nostra eroina intraprendere un viaggio lungo e pericoloso partendo dalla sua amata Sydney fino ad approdare in una Londra grigia e sconosciuta alla ricerca delle sue vere origini e del suo amore, l’aristocratico Lowell J. Grey. La piccola Georgie dovrà crescere in fretta e dar conto alle sue vere emozioni. “Il motivo che mi ha spinto a scegliere Georgie come soggetto per il mio adattamento teatrale – spiega in una nota Claudio Crocetti – è da ricercare nella mia passione per i Manga e gli Anime giapponesi degli anni 80 e soprattutto perchè considero il Manga Lady Georgie una splendida storia d’amore che qualcuno prima o poi doveva portare in teatro.. In questo Musical si parla di Amore, l’amore affrontato da tanti punti di vista differenti. Si parla di temi importanti che sono attuali soprattutto oggi. La volontà di far rivivere un sogno a quei bambini degli anni 80 che ancora oggi hanno voglia di sognare. Lady Georgie ha rappresentato per me e per molti miei coetanei un momento di crescita, quel passaggio dall’infanzia all’adolescenza che ha segnato tanti cuori come il mio”. (PO / red)
ROMA, AL PICCOLO ELISEO DAL 6 AL 24 GENNAIO “TRIBES”
Già rappresentato con grande successo al Royal Court Theatre di Londra e al Barrow Street Theatre, off-Broadway, arriva a Roma, al Piccolo Eliseo dal 6 al 24 gennaio, Tribes della drammaturga britannica Nina Raine. Un testo tragicomico che affronta con acutezza e un punto di vista originale il tema vivo eppure poco frequentato della sordità. Mai scontato. Divertente. Emozionante. Di un’intelligenza feroce. Lo spettacolo diretto da Elena Sbardella e interpretato da Stefano Santospago, Ludovica Modugno, Barbara Giordano, Luchino Giordana, Federico D’Andrea, Alice Spisa / Deniz Özdoğan, muove dalla storia di una famiglia politicamente scorretta di origini ebraiche. Una comunità familiare udente, con le sue regole, i suoi valori, le sue idiosincrasie. A capo della tribù ci sono Beth e Christopher, genitori di Daniel, Ruth e Billy. Billy è sordo dalla nascita. Quando Billy incontra Sylvia, una giovane donna nata da genitori sordi che sta per perdere l’udito, entra in contatto con la lingua dei segni e con la famiglia allargata della comunità sorda. Gli equilibri si alterano: Billy è disposto ad abbandonare il suo nucleo di provenienza, Sylvia ormai quasi del tutto sorda, non riconosce più neanche se stessa in tutto quel silenzio. “Ho iniziato il lavoro coinvolgendo in un primo tempo gli attori udenti, tutti con notevoli esperienze alle spalle, poi la ricerca dell’attore sordo – spiega Elena Sbardella – volevo che il ruolo di Billy, che nella commedia è sordo dalla nascita, fosse interpretato da una persona davvero sorda. Nel poco tempo a disposizione per allestire una mise en espace ero certa di non riuscire a fare un lavoro così approfondito sulla costruzione del personaggio con un attore udente per quanto bravo. Ho scoperto poi con piacere che questa era anche un’indicazione e una volontà chiara dell’autrice. Da qui l’incontro con Federico D’Andrea, un giovane e talentuosissimo attore sordo che ha interpretato Billy con una finezza e leggerezza, incantevoli. La mia – aggiunge – è una direzione chiara e semplice, finalizzata a sondare le pieghe dei personaggi e a metterli in relazione tra loro. Potevo farlo perché il testo davvero ha una scrittura intelligente, profonda, chiara. Dal riso al pianto, le liti, l’amore: Tribes passa dal dramma alla più alta commedia inglese senza soluzione di continuità. Una messa in scena popolare e non per questo meno ricercata”. Nina Raine ha debuttato come regista nel 2002. Nel 2003, seguendo dei laboratori di drammaturgia, ha iniziato a scrivere Rabbit, con il quale, tre anni più tardi, si è inserita nel novero dei drammaturghi britannici contemporanei. Dopo alcuni infruttuosi tentativi per concordarne la messa in scena, ne ha curato la regia all’Old Red Lion Theatre. Grazie al successo riscosso, lo spettacolo si trasferì sul palco dei Trafalgar Studios, per poi essere presentato al festival newyorkese Brits Off Brodway. Per questo lavoro, Nina Raine ha ottenuto due premi come drammaturgo più promettente: il Charles WintourAward del quotidiano Evening Standard e il Critic’s Circle Award. Nello stesso anno le è stato conferito il premio TMA per la miglior regia dello spettacolo Unprotected, messo in scena al teatro Everyman di Liverpool. (PO / red)
MINITOUR IN SARDEGNA DELLO SHOW DI MARCO TRAVAGLIO
Andrà in scena per due grandi serate anche in Sardegna la nuova avventura teatrale di Marco Travaglio. Il giornalista, scrittore, e gran fustigatore della classe politica italiana, ritorna nell’isola con il suo nuovo show “Slurp” . Il minitour isolano del graffiante spettacolo di Marco Travaglio accompagnato in scena dall’attrice Giorgia Salari e per la regia di Valerio Binasco si apre il 17 marzo all’Auditorium del Conservatorio G.P. da Palestrina in Piazza Ennio Porrino a Cagliari. Lo show “Slurp” sarà in replica il 18 marzo al Teatro Comunale di Sassari per l’organizzazione della Cooperativa Le Ragazze Terribili. In questo nuovo recital teatrale tutto da ridere per non piangere, prodotto dalla Promo Music di Marcello Corvino, Travaglio racconta come alcuni giornalisti, intellettuali e gli opinionisti più servili del mondo hanno beatificato, osannato, magnificato, propagandato e smarchettato la peggior classe dirigente del mondo. (red)
ANCONA, PROSEGUONO GLI APPUNTAMENTI CON LA DANZA
Al Teatro Sperimentale di Ancona proseguono gli appuntamenti con la danza. Durante le feste natalizie e precisamente il 3 gennaio alle 16.30 l’appuntamento sarà con il balletto classico “Il lago dei cigni” e con le coinvolgenti musiche di Tcaikovsky portato in scena da una delle formazioni europee più prestigiose, The Russian State Ballet. Una storia dal fascino eterno, divenuta uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, capace di incantare bambini e adulti con l’eleganza della musica e la perfezione delle impeccabili coreografie create da Ivanov, Petipa e Gorsky, qui interpretate dal Corpo di ballo e dai Solisti del Russian State Ballet, la prestigiosa compagnia di Vyacheslav Gordeev, ex primo ballerino del Bolshoi Ballet e Artista Onorato della Russia. Costituito da un ensemble artistico di eccellenza e attivo da oltre tre decenni, il Russian State Ballet è considerato un’istituzione in tutto il mondo, costantemente ospite dei più prestigiosi palcoscenici internazionali. (red)
“MIO PADRE E’ SEMPRE MIO PADRE” TRA COMICITA’ E RIFLESSIONI
Dal 7 al 17 gennaio sarà in scena, per la prima volta, al Teatro Cometa Off di Roma (Testaccio) la commedia “Mio padre è sempre mio padre”, scritto da Alessio Di Cosimo e Adriano Zara, per la regia di Alessio Di Cosimo. Lo spettacolo si svolgerà dal martedì al sabato alle ore 21: 00 e la domenica alle ore 18: 00. Enio Drovandi, Alessio Di Cosimo, Francesco Trifilio, Valentina Perrella, Monica Montebello, Lele Sarallo, Giovanni Nerini saranno i protagonisti di questa commedia, che farà sicuramente divertire grazie a situazioni tanto assurde quanto comiche, ma che allo stesso tempo non perderà occasione di trattare, temi sociali legati alla famiglia, al rapporto padre/figlio, lasciando spazio alla riflessione. Molto spesso purtroppo i ruoli del padre e del figlio si invertono con uomini che non vogliono assolutamente assumersi le proprie responsabilità di genitori e ragazzi costretti a crescere troppo in fretta per arginare le mancanze dei propri padri. Adriano ha superato la sessantina già da un pezzo, artista incompreso che passa le sue giornate a fare addominali e flessioni convinto di poter sfuggire alla vecchiaia, è vedovo, non si preoccupa minimamente dei problemi e dell’ economia della casa affidata tutta a suo figlio Leonardo, biologo neolaureato con lode alla continua ricerca di un lavoro stabile. Una mattina però Adriano si sveglia con una grande idea per sistemare le economie della famiglia, anche se illegale e priva di ogni morale, Leonardo si farà convincere dal padre ad attuarla. Il piano non andrà a buon fine e la loro situazione peggiorerà sempre di più. Nonostante tutte le disavventure che gli procurerà, Leonardo non smetterà mai di amare e seguire suo padre. (red)