Berlino, 5 dic – “Non è possibile – continua il documento ‘tedesco’ – che a ricordare il buono fatto dal nostro governo (dai risultati positivi ottenuti, dal livello internazionale come il ritiro dall’Iraq, missione in Libano, moratoria sulla pena di morte, contributo al processo di integrazione europeea, alle scelte di risanamento e di sviluppo con lo spostamento di risorse verso i ceti medio bassi fino alle importanti risorse stanziate con la legge finanziaria per gli italiani all’estero, sia lo scorso anno e ancora di più quest’anno) sia solo Roberto Benigni nella sua formidabile trasmissione e non noi. Riteniamo immotivate e autolesioniste le dichiarazioni di esponenti del PD all’estero, o anche di singoli parlamentari, non sembrano in sintonia con l’autorevolezza, il profilo e l’importanza che un partito come il Pd ha in Italia e quindi anche all’estero”. La soluzione, secondo i firmatari, è “superare la frammentazione e l’eccessivo interventismo verbale che caratterizza questa fase, recuperando solidarietà, coesione e unità tra le persone e tra i diversi ambiti politici. E lo dobbiamo fare anche nei singoli contesti nazionali, individuando ‘piani Paese’, programmi di azione. Il Pd, in Italia e nella Circoscrizione Estero, deve essere un soggetto radicato nella società e nelle collettività”. (SEGUE)