Roma, 2 feb – “Un conto sono le forze speciali, gli addestratori, i mezzi aerei, in cui sono impegnati tutti i principali paesi con livelli diversi. Altro è la presenza di truppe sul terreno, che al momento non mi pare considerata da nessuno. In particolare in Siria, la situazione è molto complessa, perciò giustamente Kerry ha ricordato che la soluzione può esser solo diplomatica, con l’avvio di una transizione che porti a superare il regime di Assad. Bisogna fare presto, ogni settimana che passa si aggrava la catastrofe umanitaria”: lo afferma il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in un’intervista al Messaggero. (Red)