Arriva in libreria curato da Simone Attilio Bellezza “Atlante geopolitico dello spazio post sovietico” (Editrice La Scuola, pp, 250, euro 21,50). Si tratta di una vera e propria mappa che presenta tutti gli snodi principali dell’evoluzione dello spazio post-sovietico negli ultimi venticinque anni. Undici gli esperti chiamati ad approfondire ogni tassello di quest’ampio mosaico. Si va dalla politica di difesa delle minoranze russofone a quella della gestione delle risorse idriche e dei combustibili, dal significato dei conflitti locali ai problemi dell’economia sommersa e della corruzione. Ogni saggio affronta anche la questione dell’eredità storica: i secoli passati sotto il potere zarista e poi, ancor più, i settant’anni di potere sovietico, non trascorsi senza lasciare profonde tracce. Anche il tema dei confini delle comunità etniche e politiche di appartenenza –che è oggetto di scontro e funge da giustificazione della guerra- viene qui esaminato. Confini sfumati e incerti, ma rivendicati da Stati impegnati fra loro in conflitti tanto bellici quanto ideologici. Questo volume intende fornire una mappa sicura con la quale orientarsi, che è poi ciò che si richiede a qualsiasi buon atlante geopolitico. Di grande interesse i saggi di Andrea Griffante sulla questione dei russi nelle tre repubbliche baltiche; di Alessandra Rognoni con il suo racconto della guerra in Cecenia e dell’ascesa di Kadyrov (se ne parla questi giorni come di uno tra gli uomini russi più potenti), quello sull’illegalità scritto da Simone Attilio Bellezza che ricostruisce la piramide di tutti gli interessi economici legali e illegali e i sistemi praticati dagli oligarchi. E poi saggi sulle reazioni con la Cina con la nuova fase illustrata da Oleksy Bondarenko, con gli Usa analizzati da Umberto Tulli, lo studio di Simona Merlo sul ruolo delle Chiese ortodosse, il dossier sulle politiche energetiche –redatti da Filippo Menga e Paolo Sorbello-, oltre a quello sulla Moldova, di nuovo in crisi politica. Insomma l’ex impero dei soviet nella mappa più aggiornata.
“ILIVE”: ATTESA, CURA E VITA CON GLI OCCHI DI UN MALATO
Attesa, cura, vita: sono le fasi che scandiscono il tempo di ogni malato, raccontate con intensità di sguardo e profondità di prospettiva dal libro fotografico iLIVE. L’opera è stata ideata e curata da German Lissidini, giovane paziente in cura all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano fino al gennaio 2014, con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca sul cancro. Ora German non c’è più ma ha lasciato in eredità la sua arte e la sua testimonianza forte. “German era un ragazzo forte, positivo, pieno di idee e di voglia di fare, tanto da decidere di intraprendere molti progetti, tra cui iLIVE, proprio durante il periodo della malattia, per dimostrare che nulla può frenare chi non si abbatte – spiegano familiari e amici -. German ha alzato la testa. Ha imparato e ci ha insegnato a non temere la malattia, diventando in prima persona parte attiva della sua cura. Ha studiato per confrontarsi meglio con i medici, per capire e saper spiegare. Si è interessato a terapie complementari. Si è messo in contatto con altri malati affetti dal suo raro tumore. Ma soprattutto non ha mai smesso di credere nei suoi sogni, riuscendo a dar vita a molti progetti”. In questo libro, attraverso fotografie, aforismi d’autore e poesie originali si invita “a riconoscere ciò che significa essere malato in un’ottica positiva, in un’ottica di transizione, in un’ottica di ringraziamento nei confronti di chi è in contatto quotidianamente con chi soffre”.
AD APRILE RIPARTE ‘UNA NAVE DI LIBRI’
Un vero e proprio viaggio in nave, ma che ha dello straordinario. A bordo infatti non solo turisti e passeggeri, ma anche scrittori, registi, musicisti, chef. È “Una nave di libri”, che dal 20 al 24 aprile 2016 salpa da Civitavecchia per Barcellona e celebra così la giornata mondiale del libro. Una grande festa per tutti gli amanti della lettura e della cultura, organizzata per il settimo anno consecutivo da ‘Leggere:tutti’ e Grimaldi Lines. Partenza il 20 aprile da Civitavecchia con la Cruise Barcelona, l’ammiraglia della Grimaldi Lines con quasi 500 cabine. Sia durante la tratta di andata che di ritorno, un fitto calendario di eventi – presentazioni di libri, proiezioni di film, degustazioni, spettacoli – promette di rendere il viaggio un’esperienza davvero unica. Incontri che proseguono anche all’arrivo a Barcellona e che sono aperti a tutti, organizzati grazie alla collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura e la Casa degli Italiani di Barcellona. Molti e di grande richiamo gli autori che hanno già accolto con entusiasmo l’invito di salire a bordo. Tra questi gli scrittori Diego De Silva, Emanuela Ersilia Abbadessa, Mario Bernardi Guardi, Roberto Ippolito, Roberto Riccardi, Gaetano Savatteri, Lorenzo Marone, Sara Rattaro, Vittorio Russo e il regista Mimmo Calopresti. Per tutti i giorni della navigazione inoltre è visibile la mostra fotografica “I tanti Pasolini” realizzata dall’Archivio Riccardi e curata da Maurizio Riccardie Giovanni Currado in occasione dei 40 anni della scomparsa di uno degli intellettuali più illuminati del novecento italiano.
THE DEFENDER, BIOGRAFIA PARTECIPATA DI CHIELLINI
È da poco diventato papà di Nina, avuta dalla moglie Carolina, ed è proprio la gioia che gli regala la famiglia ad essere al centro dei suoi pensieri: Giorgio Chiellini, bandiera della Juventus e difensore della Nazionale italiana di calcio, si racconta senza veli e in tutta sincerità nella sua social biography dal titolo “The defender – Di testa e di cuore” in vendita dal 4 febbraio. “La mia vita è cambiata e sto vivendo emozioni indescrivibili. Vorrei 2 o 3 figli e spero di realizzare questo mio sogno in futuro”, scrive Chiellini nel libro rispondendo alla domanda di un suo sostenitore. Un libro davvero particolare quello di Chiellini, che nasce dall’amore del calciatore per il web, la tecnologia e soprattutto per i suoi tifosi: il difensore ha infatti deciso, insieme ad altre star dello sport come Wesley Sneijder, Samuel Eto’o e Jorge Lorenzo, di comunicare in modo nuovo e più diretto con i suoi fans attraverso eFanswer, la nuova piattaforma social-editoriale che permette agli utenti di interagire con il loro idolo, ponendogli qualsiasi tipo di domanda. Proprio dall’interazione con i suoi sostenitori nasce questa prima social biography, una biografia partecipata in cui vengono raccolte oltre 300 domande che i fans hanno posto al campione nel corso degli ultimi mesi e che sono diventate ora la base del racconto della vita del loro idolo.
UN AMORE AD AUSCHWITZ, UNA STORIA VERA
Edek e Mala: un giovane prigioniero politico polacco e una ragazza ebrea bella e vitale s’innamorano nel campo di sterminio di Auschwitz. Mala Zimetbaum ha fascino, carisma, cultura – conosce molte lingue e per questo viene scelta dalle SS come interprete e traduttrice – oltre a essere una donna di grande generosità, di cui dà prova aiutando in ogni modo le compagne di prigionia. Anche Edek, Edward Galiński, è una persona fuori dall’ordinario: tra i primissimi deportati di Auschwitz-Birkenau, incarcerato meno di due mesi dopo l’apertura del lager voluto da Heinrich Himmler, Edek ha visto nascere e crescere la macchina del genocidio ma non si dà mai per vinto. E’ questa la storia intorno a cui si snoda “Un amore ad Auschwitz. Edek e Mala: una storia vera” (Utet, pagg. 208, € 14 ebook compreso nel prezzo) . Nel 1944, sebbene il Terzo Reich si avvicini alla sconfitta, nei campi di sterminio il massacro continua a pieno ritmo. Il 24 giugno, Mala e Edek riescono a fuggire grazie a un travestimento: comprando l’aiuto di un ufficiale nazista Edek recupera un’uniforme da SS e, con Mala vestita da prigioniero, esce dal campo esibendo un permesso falso. Purtroppo il loro sogno di libertà naufragherà presto: ricatturati sul confine polacco, in circostanze ancora oggi non del tutto chiare, Edek e Mala vanno incontro con coraggio al loro destino. Una favola «senza lieto fine, come talvolta accade alle favole vere». Una storia d’amore dai contorni leggendari, inspiegabilmente e ingiustamente dimenticata, che la giornalista Francesca Paci ricostruisce per la prima volta in tutti i suoi aspetti grazie a fonti attinte dall’archivio del museo statale di Auschwitz, documenti dell’epoca e testimonianze dirette dei pochi sopravvissuti.