• Home
  • Pagina di esempio
9Colonne
No Result
View All Result
No Result
View All Result
9Colonne
No Result
View All Result
Home Sito interno Archivio speciali - Teatro

Da Ariston a Jovinelli:
le performance
di Virginia Raffaele

it@withub.it by it@withub.it
12 Febbraio 2016
in Archivio speciali - Teatro
0
0
SHARES
0
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

ROMA, LE “PERFORMANCE” DI VIRGINIA RAFFAELE ALLO JOVINELLI

Sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli dal 18 al 28 febbraio – dopo aver calcato il palcoscenico del Teatro Ariston in occasione del Festival di Sanremo – l’irresistibile Virginia Raffaele, protagonista assoluta del suo spettacolo Performance, scritto dalla stessa protagonista insieme a Giampiero Solari, Piero Guerrera, Giovanni Todescan. La regia è di Giampiero Solari che nelle passate stagioni è stato applaudito ed apprezzato dal pubblico dell’Ambra Jovinelli per aver curato la regia di “Penso che un sogno così” con Giuseppe Fiorello. “Performance”  è uno spettacolo teatrale nel quale, per la prima volta, Virginia Raffaele porta nei teatri le sue maschere più popolari: Ornella Vanoni, Belen Rodriguez, il ministro Boschi, la criminologa Bruzzone e tante altre ancora. Donne molto diverse tra loro, che tra arte, spettacolo, potere e politica sintetizzano alcune delle ossessioni ricorrenti della società contemporanea: la vanità, la scaltrezza, la voglia di affermazione e, forse, la scarsa coscienza di sé. Il tutto raccontato attraverso la lente deformante e irriverente dell’ironia e della satira, tipici elementi che compongono lo stile di Virginia Raffaele. I personaggi monologano e dialogano tra loro, anche grazie alle proiezioni video, in un gioco di specchi e di rimandi. Qua e là, tra le maschere, in scena appare anche Virginia stessa, che interagisce con le sue creature, come una sorta di narratore involontario che poeticamente svela il suo “essere – o non essere”. La musica in scena fa da punteggiatura allo spettacolo, accompagnando i personaggi nelle loro performance, sottolineandone i movimenti, enfatizzandone le manie; conferendo alla spettacolo un ritmo forsennato nel cui vortice i personaggi, Virginia e le varie chiavi di lettura si confondono creando una nuova realtà, a volte folle a volte melanconica: quella dello spettacolo stesso.

 

MILANO, AL PICCOLO… C’ERA UNA VOLTA L’UNIVERSO

Dedicato agli spettatori più giovani, C’era una volta… Miti Dei Stelle e Pianeti dell’Universo di Flavio Albanese – nuova produzione del Piccolo di Milano, in scena nella Scatola Magica del Teatro Strehler dal 16 febbraio al 1 marzo – si addentra nei misteri dell’universo per raccontarne la creazione: dalle stelle ai pianeti, dalle galassie più vicine e visibili ai mondi sconosciuti persi in un buio infinito. Si parte dalla poesia e dal mito, dalle osservazioni a occhio nudo alle nuove scoperte attraverso i primi strumenti ottici per arrivare ai nostri giorni e alle ultime teorie scientifiche. Nelle ultime stagioni del Piccolo Teatro, Flavio Albanese, con i suoi spettacoli, ha saputo evocare sulla scena grandi classici come l’Odissea omerica e il Pinocchio di Collodi, o personaggi storici come Leonardo da Vinci. Con C’era una volta… Miti Dei Stelle e Pianeti dell’Universo, conferma il linguaggio della narrazione che sviluppa in forma semplice e suggestiva, in cui si uniscono racconto, luci, canti e suoni e l’utilizzo di strumenti musicali originali appartenenti a diverse culture ed etnie. “Il mito – racconta Flavio Albanese – si presenta sotto forma di racconti che venuti dalla notte dei tempi, si tramandano verbalmente di generazione in generazione, e ogni volta che vengono narrati riprendono misteriosamente vita. I primi miti me li raccontava mio padre, con molta serietà, come se fossero fatti realmente accaduti. Queste storie mi sembravano tutto sommato familiari e allo stesso tempo avevo la sensazione di accedere a un misterioso bagaglio di comportamenti e saperi fondamentali per il mio futuro. Guardando spesso il cielo, nella speranza di vedere combattere i tre giganti dalle 100 braccia o vedere Atena e Crono… cominciai ad avere l’impressione di sentire una voce che continuava i racconti di mio padre. Forse tutto è cominciato così. Caos, Gea, Urano, Crono, Zehus, i Titani, i Giganti: sono le storie che ci raccontano le stelle. Crescendo, ho scoperto che da sempre gli uomini hanno cercato di farsi raccontare storie dalle stelle, come dei bambini: Galilei, Newton, Einstein, Hawking… filosofi scienziati poeti. Chissà se anche loro hanno sentito quella voce che sento io, ancora oggi”.

 

MODENA, LUCIA DI LAMMERMOOR PARTE AL PAVAROTTI

Venerdì 19 febbraio va in scena, al Teatro Comunale “Luciano Pavarotti” di Modena, la prima dell’opera di Donizetti “Lucia di Lammermoor” con la direzione d’orchestra di Stefano Ranzani. Lo spettacolo riprende l’allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi dedicato al lavoro del geniale scenografo Josef Svoboda a dieci anni dalla morte, ed è andato in scena al Teatro Pergolesi di Jesi per la Stagione Lirica 2012. Autore di oltre settecento spettacoli per teatri quali il Metropolitan di New York e il Covent Garden di Londra, Svoboda è considerato un maestro delle luci e delle illusioni sceniche ed è stato fra i primi utilizzare la proiezione video in campo operistico. L’allestimento di “Lucia di Lammermoor”, uno dei suo lavori più celebri in Italia, è stato ricostruito a Jesi nei Laboratori della Fondazione Pergolesi Spontini di via Carlo Marx da Benito Leonori, direttore tecnico della Fondazione e scenografo, ed è messo in scena con la regia di Henning Brockhaus. In scena, una grande pergamena stropicciata scorre lungo il muro del palcoscenico, rivelando, nascondendo e riflettendo personaggi ed azioni. Il tessuto ‘psicoplastico’ (termine coniato da Svoboda per identificare la tela con la doppia proprietà di riflettere le immagini proiettate e far trasparire i personaggi) si dispiega, diventando montagna, nuvole, mare, sudario immaginario che avvolge la follia di Lucia. Dopo le date di Modena (venerdì 19 ore 20 e domenica 21 ore 15.30), l’opera circuiterà nei teatri di Piacenza, Reggio Emilia, Parma e Savona, che coproducono lo spettacolo.

 

 

ROMA, L’AMORE IMPAZIENTE PER LA RASSEGNA “I TEATRI DEL SACRO”

Una donna, nel chiuso della  sua stanza assapora e testimonia il piacere della ribellione. L’amore impaziente, l’infinitezza del desiderio, la voluttà del sacrificio, il colore della  solitudine. L’amore della donna nei confronti dell’uomo e l’amore della mistica nei confronti del divino si protraggono nello spettacolo in un parallelismo che non si svela mai completamente. Sotto i nostri occhi si dispiega, attraverso questo personaggio femminile, un universo a sé, coinvolgente e impervio, fragile e duro, ossessivo e malinconico. Un percorso mistico verso l’Amato non  conosce né tregua né riposo, è un amore impaziente, smisurato, ossessivo, esuberante, ostinato, che si dà senza risparmio. Nel monologo “L’amore Impaziente”, scritto da Valeria  Moretti, interpretato da Daniela Poggi e diretto da Silvio Peroni, in scena a Roma alla Chiesa degli Artisti (Piazza del Popolo) il 20 febbraio nell’ambito della rassegna “I Teatri Del Sacro”, si dispiega sotto gli occhi dello spettatore, attraverso il personaggio femminile, un universo a sé, coinvolgente e impervio, fragile e duro, ossessivo e malinconico, in un testo che rispecchia la misericordia e che rientra a pieno  titolo nel Giubileo 2015.


LUCCA, SERVILLO LEGGE NAPOLI

Napoli, città dai mille volti e dalle mille contraddizioni nella quale da sempre convivono vitalità e disperazione, prende vita nella voce di Toni Servillo. Un viaggio nelle parole di Napoli, da Salvatore Di Giacomo a Ferdinando Russo, da Raffaele Viviani a Eduardo De Filippo, fino alla voce contemporanea di Enzo Moscato e Mimmo Borrelli. Ne emerge una fuga dalle icone più obsolete della napoletanità, ma insieme un bisogno perentorio di non rinunciare ad una identità sedimentata da quattro secoli di letteratura. Tre serate, venerdì 19 e sabato 20 alle ore 21.00, domenica 21 febbraio alle 16.30. Sabato, alle 17.15, in un evento speciale che si terrà al Cinema Astra in Piazza Grande,  Toni Servillo presenta  La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, speciale versione estesa: l’evento fa parte del ciclo di incontri “La professione dell’attore tra cinema e teatro.

 

 

 

 

Related Posts

  • Le performance artistiche
    di Adele Ceraudo
    incantano l’Australia

    (12 mag) È partita al meglio l’esperienza australiana di Adele Ceraudo, artista calabrese nota per…

  • LE OPERE PUBBLICHE
    VISTE DA CHI LE FA

    Sappiamo che i grandi costruttori sono in qualche caso azionisti o proprietari di importanti quotidiani, …

  • Tre master
    online: ancora
    aperte
    le iscrizioni

    Saranno aperti fino alla seconda metà di novembre i termini per le preiscrizioni alle nuove…

Previous Post

Roma: l’apocalisse
di Imre Ámos,
lo “Chagall ungherese”

Next Post

Jeff Buckley, ecco
i primi esperimenti
in “You and I”

Next Post

SHOWCASE, EVENTI, MODA:
E' FESTA A CASA SANREMO

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli recenti

  • OLIMPIADI: PODCAST RAIPLAY, DIECI ATLETI SI RACCONTANO
  • OBESITÀ, SCHILLACI: LEGGE PASSO IN AVANTI PER LA TUTELA DELLA SALUTE
  • POLIZIA, LEONE XIV RICEVE NUMERO SPECIALE POLIZIA MODERNA “PACE E SICUREZZA”
  • BANDECCHI, AVS, PD, M5S, PSI E RC: ORA BASTA, SINDACO SI DIMETTA
  • CNR, STUDIO RICONDUCE IL DIPINTO DI TURNER AL PONTE DEL DIAVOLO DI BLERA (VT) (3)

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.

No Result
View All Result
  • Home
  • Pagina di esempio

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.