Roma, 12 dic – Sempre le intercettazioni, rivela Repubblica, raccontano come vanno poi le cose: “Pietro Pilello dice che Berlusconi gli ha chiesto il numero telefonico di Randazzo perché aveva bisogno di parlargli con urgenza. Il senatore conferma durante l´interrogatorio: ‘E´ vero, Berlusconi mi chiamò e mi disse: lei ci ha pensato bene, le carte sono pronte, deve solo venirle a firmarle. Mi basta anche soltanto una piccola assenza’. Al Senato un´assenza, con l´esigua maggioranza del centro-sinistra, ha il valore di un voto contrario. ‘Una piccola assenza’ è sufficiente perché, dice Berlusconi, ‘ho con me Dini e i suoi – che non dovrebbero tradire – e tre dei senatori eletti all´estero’. Vanagloria del Cavaliere come quella storia dei ‘contratti di garanzia’? Forse sì, forse no. E´ un fatto che almeno ‘un contratto’ è saltato fuori a Napoli in un´altra indagine che ha come indagato per riciclaggio il senatore Sergio De Gregorio, presidente della commissione Difesa di palazzo Madama (alcuni suoi assegni per 400 mila euro sono stati ritrovati nelle mani di un noto contrabbandiere, Rocco Cafiero). Durante l´investigazione, è stato sequestrato un contratto, inviato via fax a quanto pare, a firma Sandro Bondi e Sergio De Gregorio in cui si dà conto dell´impegno finanziario concordato tra le parti, delle quote già consegnate e quelle da fornire con cadenza mensile. E´ l´accordo stipulato (e noto) tra Forza Italia e l´associazione ‘Italiani nel mondo’ di De Gregorio. Altri accordi, evidentemente, avrebbero dovuto nascere soltanto se i senatori del centro-sinistra avessero voluto”.
(Grm)