Roma, 8 mar – In Giappone, Corea, Taiwan, Filippine e Cina il team di Salvatore Cuomo, ambasciatore e pioniere della pizza napoletana in Asia, ha raccolto 150mila firme a sostegno della candidatura Arte dei pizzaiuoli napoletani nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Alle 50mila dell’Argentina e alle altre 50mila di San Paolo del Brasile si aggiungono queste 150mila adesioni raccolte in Asia che portano al raggiungimento di oltre 900mila adesioni. Il prossimo appuntamento della campagna #pizzaUnesco sarà a Parigi lunedì 14 marzo, quando Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della petizione e della campagna Arte dei pizzaiuoli napoletani Patrimonio Unesco, insieme al presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, e al presidente dell’Apn, Associazione pizzaiuoli napoletani, Sergio Miccù consegneranno “il primo milione di firme” presso la sede dell’Uncesco. Previsto anche un evento pubblico, sempre il 14 marzo, dalle 18.30 alle 20.30, alla Caffetteria Unesco. La raccolta firme continua nei mercati di Campagna Amica di Coldiretti, nelle pizzerie di tutto il mondo e sulla piattaforma Change.org. “La campagna ormai è diventata internazionale – commenta Alfonso Pecoraro Scanio – e l’hashtag #pizzaUnesco nei giorni scorsi è diventato virale sui social media, #pizza ha raggiunto il primo posto tra i tweet trend. Ora bisognerà intraprendere un’azione globale per convincere i circa 200 Paesi membri dell’Unesco a votare questa candidatura”. “Essere in grado di raccogliere 150mila firme in Giappone – dichiara Salvatore Cuomo – dimostra come l’Arte dei pizzaiuoli napoletani, da ogni angolo del mondo, deve ottenere un riconoscimento unico da parte dell’Unesco”.
(red)