Roma, 29 mar – “Forse è dal nazi-fascismo che in Italia non ci troviamo a che fare con un caso di torture come quello di Giulio. Solo che loro sono in guerra, ma Giulio era lì per fare il ricercatore. Non era un giornalista, non era una spia, era un ragazzo contemporaneo che studiava, anzi forse era una ragazzo del futuro se è vero che non è stato capito”. Lo ha detto Paola Regeni, la madre di Giulio, in una conferenza stampa organizzata al Senato dalla Commissione Diritti umani con la collaborazione di Amnesty International. “Vorremmo continuare a lottare per portare avanti i valori di Giulio, i suoi ideali” ha aggiunto il padre, Claudio.
(PO / Sis)