Catania, 30 mar – Oggi, a Catania, presso i Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, alla presenza di Davide Faraone, sottosegretario al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e di Giuseppe Berretta; vengono presentati i risultati finali del progetto EMSO-MedIT di potenziamento delle infrastrutture di ricerca nell’ambito delle scienze marine in Sicilia, Campania e Puglia. Si tratta del contributo italiano al consolidamento dell’infrastruttura di ricerca europea EMSO (European Multidisciplinary Seafloor and water-column Observatory), infrastruttura di ricerca europea su scala continentale nel campo delle scienze ambientali che unisce Italia (coordinamento), Spagna, Francia, Romania, Grecia, Regno Unito, Irlanda, Portogallo, Germania, Olanda). Il progetto – che si propone di sviluppare nuove sinergie tra ricerca marina, istituzioni e industria – è coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e vede il coinvolgimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’INFN, della Stazione Zoologica Anton Dohrn e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Il progetto EMSO MEDIT opera in stretta sinergia, nel Mediterraneo, con il telescopio sottomarino KM3NeT, infrastruttura di ricerca inserita nella nuova RoadMap ESFRI e che ha sede in Sicilia, a largo delle coste di Portopalo di Capo Passero. EMSO ha al suo attivo 11 osservatori marini e 4 siti per test in acque basse per il monitoraggio a lungo termine, anche in tempo reale, di processi ambientali che riguardano la geosfera, la biosfera e l’idrosfera e le loro interazioni. I siti sono posizionati in acque europee dall’Artico all’Atlantico al Mediterraneo fino al Mar Nero, formando così una infrastruttura europea su vasta scala al servizio della comunità scientifica internazionale
(red)