Roma, 18 dic – “ll beneficio dell’ulteriore detrazione Ici non è stato esteso ai soggetti residenti all’estero perché l’emendamento che prevedeva tale estensione è stato respinto. Sono stati invece accolti due ordini del giorno presentati rispettivamente, il primo dai deputati Bucchino, Fedi, Narducci, Farina, Cassola, Bafile, Merlo, Quartiani, e il secondo dai deputati Razzi, Misiti, Astori, che impegnano il Governo ad adottare specifiche iniziative in merito alla nuova norma sull’ICI”. Gino Bucchino, deputato dell’Unione eletto nella ripartizione Nord e Centro America, interviene sul nodo Ici per mettere chiarezza. “L’ordine del giorno il cui primo firmatario Bucchino – spiega – mutua il contenuto dell’emendamento respinto e impegna il governo ad adoperarsi affinché l’ulteriore detrazione sull’Ici, per un massimo di 200 euro, sia concessa anche agli italiani residenti all’estero. L’ordine del giorno il cui primo firmatario è Razzi impegna invece il governo ad adoperarsi affinché i Comuni applichino una riduzione del 50 per cento dell’Ici a favore dei cittadini residenti all’estero iscritti all’Aire” chiarisce Bucchino. “E’ necessario sottolineare che l’approvazione di un ordine del giorno non implica una sua automatica attuazione ma rimanda a eventuali future iniziative del Governo”. Ma le iniziative in materia di detrazioni fiscali promosse dai parlamentari eletti all’estero non si esauriscono qui. “Io ed i colleghi deputati cofirmatari del primo ordine del giorno, ci stiamo attivando invece con iniziative concrete per spiegare al governo e al ministero competente che gli italiani residenti all’estero attualmente già usufruiscono della detrazione di base di 103 euro prevista dall’articolo 8: risulta evidente, quindi, la volontà del legislatore di equiparare i soggetti residenti all’estero a quelli residenti in Italia in relazione al diritto alle riduzioni e detrazioni dell’imposta comunale sugli immobili; e che l’estensione della ulteriore detrazione ICI ai residenti all’estero costerebbe all’erario appena 4 milioni di euro rispetto al complessivo minore gettito previsto dalla novella norma stimato intorno ad 1 miliardo di euro”.
(Sis)