Roma, 19 dic – “A me – prosegue il deputato dipietrista – sembra che invece il governo abbia voluto agevolare coloro che posseggono ed utilizzano la casa in Italia, costruita con faticosi anni di emigrazione e che non posseggono altre case all’estero. Chiaro che se un fortunato emigrato possiede già una casa all’estero, non è giusto che possa godere di una agevolazione fiscale, perché la casa in Italia in termini di proprietà è una seconda casa. Ma gli emigrati che io conosco e a cui faccio riferimento, probabilmente, non posseggono la casa all’estero. Quindi la casa in Italia è quasi sempre l’unica casa costruita con sacrifici o ereditata dalla famiglia. Per questo ho chiesto al Governo di spingere i Comuni a ridurre del 50% l’Ici a “coloro che possiedono una sola proprietà in Italia”. Escludendo in questo modo coloro i quali posseggono all’estero già una casa di proprietà. Quindi credo e penso che molti come me condividano la mia soddisfazione sulle agevolazioni fiscali approvate dal governo sull’Ici, perché ritenute giuste. A maggior ragione il fatto che il governo si è impegnato con un ordine del giorno firmato appunto da me, Misiti, Astore e Ferrigno, a trovare soluzioni verso i cittadini residenti all’estero – quindi stimolare i Comuni a ridurre l’Ici per detti cittadini, proprietari solo di un’unica casa -. Perché, on. Bucchino, questi sono gli italiani all’estero che io conosco, operai, lavoratori, che non si sono fatti le case all’estero, ma una sola in Italia, per tornarvi a trascorrere la vecchiaia. Il Governo a questi e solo a questi deve offrire agevolazioni, attraverso la sensibilità dei Comuni. Gli italiani all’estero le tasse vogliono pagarle, e sperano che siano destinate a servizi utili”.
(Sis)