Roma, 19 dic – “L’emendamento di cui è primo firmatario l’onorevole Bucchino, non approvato in Finanziaria, chiedeva la luna: chiedeva di considerare come casa adibita ad abitazione, cioè come prima casa, l’unità abitativa posseduta in Italia, purché non locata. Alcuni onorevoli firmatari di quell’emendamento sono proprietari di una casa nei paesi esteri in cui risiedono (ad esempio in Svizzera) e sanno bene come si dichiarano i redditi dall’estero in Italia. Ora, come pretendevano di far passare con logica palesemente anticostituzionale il concetto che la casa in Italia va considerata, per i residenti all’estero prima casa, indipendentemente dalla casa in cui abitano all’estero? Ovvero indipendentemente dal fatto che si sia già proprietari di una casa all’estero, per esempio?”. Antonio Razzi, deputato di Italia dei Valori eletto in Europa nella circoscrizione Estero, risponde al collega dell’Unione Gino Bucchino, che ieri aveva voluto fare alcune precisazioni sugli emendamenti alla Finanziaria relativi alle detrazioni Ici. “Così –spiega Razzi – avrebbe potuto godere di una simile agevolazione De Benedetti, o Rita Pavone, o qualsiasi altro petroliere o finanziere che pur possedendo una infinità di case all’estero, automaticamente poteva contare sul fatto che una casa in Italia veniva considerata prima casa. Se fossi stato Ricucci, magari piazzavo la mia residenza all’estero ed in questo modo avrei goduto delle agevolazioni Ici per il grande castello destinato al matrimonio con la Falchi”. (SEGUE)