Roma, 28 apr- La posizione dell’Italia sulla Siria era molto di buon senso: bisognava accompagnare la transizione in Siria, perché non possiamo ignorare la responsabilità di Assad nella tragedia siriana ma nemmeno illuderci che sarebbe bastata una spallata al regime senza che si ricreasse un vuoto come successo in Iraq. Ora c’è una larga convergenza su questa posizione e noi siamo stati pionieri a sostenere che certamente il ruolo della Russia poteva anche essere una occasione costruttiva: credo che Mosca oggi abbia un interesse ad accompagnare la transizione. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, per il quale “il problema è che la situazione sul terreno nelle ultime due-tre settimane il livello di violenza è cominciato di nuovo ad aumentare. Nei prossimi dieci giorni sarà di nuovo convocato UN vertice per evitare di chiudere i corridoi umanitari”.
(Sis)