Roma, 25 mag – “La Libia è una Somalia nel cuore del Mediterraneo: solo con la stabilizzazione del paese potremo bloccare i trafficanti. Il nuovo governo sta facendo i primi passi in questa direzione e la rinascita della guardia costiera sarà un segnale importante. In quattordici settimane possiamo formare i primi cento uomini, in acque internazionali, trasformando una nostra nave in scuola. Inoltre ci sono otto vedette pronte alla consegna, che erano state allestite dall’Italia per il governo libico prima dello scoppio della guerra civile. Certo, avremo bisogno di nuovi mezzi e personale qualificato ma, quando arriverà l’ordine definitivo da Bruxelles, potremo muoverci in tempi brevi: in tre-quattro mesi i libici saranno in grado di agire autonomamente”. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, l’ammiraglio Enrico Credendino che da un anno comanda la flotta europea che combatte gli scafisti. E aggiunge: “Sarà possibile passare alla nuova fase dell’operazione e condurre insieme a loro la caccia agli scafisti nelle acque territoriali, dopo l’autorizzazione dell’Onu”, “oggi si stima che tra il 30 e il 50 per cento del pii della Tripolitania provenga dal traffico di uomini, con interi clan tribali che guadagnano dall’affare. La nostra presenza ha già un effetto deterrente: i boss hanno dovuto rinunciare alle imbarcazioni in legno, che permettevano di caricare un numero elevato di persone, e ormai usano solo gommoni”.
(red)