Milano, 13 giu – Uno studio condotto dagli esperti del centro Parkinson di Milano conferma che la Mucuna pruriens, una pianta leguminosa della famiglia delle Fabaceae e usata come fertilizzante nei Paesi più poveri del Sud del Mondo, contiene levodopa, il trattamento più avanzato nella cura del Parkinson. I ricercatori, guidati da Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson e presidente della Fondazione Grigioni nata per la cura e la ricerca su questa patologia, hanno iniziato uno studio, a partire dal 2012, ora pubblicato sul “Journal of Neurological Sciences”, che conferma l’efficacia della cura del Parkinson con questo legume, nelle zone del mondo dove la levodopa non è disponibile, in quanto molto costosa. Pezzoli spiega che “gli effetti rilevati sui malati di Parkinson sono sorprendenti e pari a quelli del farmaco. I tremori diminuiscono in poco tempo e la persona malata sta meglio”. Sul fronte della prevenzione ancora si può fare poco, ma al Centro Parkinson sono in corso diversi studi, ad esempio sui gemelli, per comprendere le relazioni di tipo genetico della malattia. Il Centro Parkinson, anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, ha infatti istituito a partire da maggio 2002 una “Banca del DNA” dei pazienti affetti da malattia di Parkinson o da disturbi neurologici correlati (parkinsonismi e altre malattie neurodegenerative) allo scopo di promuovere la ricerca sulla genetica di queste malattie. Con gli stessi obiettivi di ricerca e con l’apporto della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson e la collaborazione dell’Ospedale Niguarda di Milano, nel 2007 ha istituito una Banca dei Tessuti Nervosi (BTN), unica nel suo genere in Italia.
(red)