Roma, 11 gen -“Le nuove norme sulle pensioni di vecchiaia entrate in vigore dal 1° gennaio stanno creando grosse difficoltà ai lavoratori che nel 2008 hanno maturato i requisiti e hanno predisposto la domanda” Ad affermarlo sono i responsabili del patronato Acli, che hanno inviato in questi giorni 8.500 lettere – tante le persone interessate dallo slittamento delle finestre d’uscita – per informarle e consigliare loro di ‘tenere sospesa ogni decisione’ in merito alla propria attività lavorativa. Non abbandonate il posto di lavoro – cioè – pena rimanere senza stipendio né assegno di pensione per diversi mesi. Spiega il direttore generale del Patronato Acli Damiano Bettoni: “Stiamo ricevendo numerose telefonate e segnalazioni da parte delle sedi provinciali o direttamente dalle persone tramite il call center, che raccontano il disagio e la preoccupazione dei lavoratori di fronte alle nuove modifiche intervenute con la legge 247 di accompagnamento della Finanziaria 2008. Stiamo tentando di prendere contatto con tutte le persone interessate alle quali stiamo consigliando di non sospendere per il momento il loro rapporto di lavoro, in attesa di un auspicabile intervento del governo per colmare il ‘vuoto’ che si è creato di fatto tra la data di compimento dell’età pensionabile e l’apertura delle finestre d’uscita”. Per “A questo punto – spiega il vicepresidente del Patronato, Michele Consiglio – le soluzioni sono due: o aboliamo queste finestre, o interveniamo rapidamente con una legge di raccordo tra la decorrenza delle pensioni e la legge sul licenziamento per il raggiungimento dell’età di vecchiaia”.
(Sab)