Londra, 13 gen – Il primo ministro inglese Gordon Brown
intende aprire una nuova pagina nella storia britannica: il premier di sua
Maestà vuole infatti avviare le procedure per invertire la pratica dell’ “esplicito
consenso” del trapianto degli organi. In pratica, si autorizzerebbe
“automaticamente” l’espianto di organi dei pazienti deceduti a meno che i
diretti interessati non abbiano precedentemente espresso il loro “no” durante
la loro vita. Nel Regno Unito i cittadini devono autorizzare esplicitamente la
propria volontà di donare organi ma Brown, in una lettera pubblicata dal
quotidiano “Sunday Telegraph”, ha giustificato così la sua proposta: “Una legge
del genere – spiega – porterebbe indubbi benefici alla chirurgia. Esiste un
divario d’incidenza letale, fra i potenziali benefici dei trapianti e
l’effettiva disponibilità riscontrata. Basti considerare che ogni anno circa
novemila pazienti vanno sotto trapianti, mentre circa un migliaio muore in una
vana attesa”. La proposta del primo ministro, come prevedibile, ha innescato
molte polemiche oltremanica. La “Patient Concern”, un’organizzazione che opera
in difesa dei diritti del malato, alza gli scudi dichiarando “una totale
opposizione” mentre
Patient Associaton
una scelta di coscienza, una scelta privata su cui lo Stato non può
intervenire”.
(Pep/Lam)