Roma, 28 giu – Mancano pochi giorni per l’arrivo della missione Juno nell’orbita di Giove, previsto per il 4 luglio, segnerà un altro importante traguardo della collaborazione storica tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Nasa.
Anche un po’ d’Italia a bordo di Juno, ci sono infatti due sofisticati strumenti d’indagine italiani, fondamentali per la missione. Si tratta dello spettrometro a immagini infrarosse Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) – realizzato
dalla Divisione Avionica di Leonardo-Finmeccanica sotto la guida scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) – e dello strumento KaT (Ka-Band Translator), realizzato da Thales Alenia Space Italia sotto il coordinamento scientifico dell’Università La Sapienza di Roma, per svolgere esperimenti di radioscienza. Nascono dalla grande esperienza maturata dall’Italia in altre importanti missioni, come VenusExpress intorno a Venere, Cassini intorno a Saturno, Rosetta sulla cometa Churyumov-Gerasimenko e Dawn in orbita intorno a Cerere. Con l’inizio della fase di operazioni scientifiche intorno a Giove e con il lancio, previsto nel 2018, della missione europea BepiColombo, scienziati italiani osserveranno tutti i corpi del sistema solare, ad eccezione di Urano e Nettuno e dove nessuno però è ancora andato, utilizzando strumenti italiani. (Gnk)