Roma, 28 giu – “Le sfide costringono a una risposta, a una reazione, ma sono ben lungi dal definire una ragion d’essere. Pensare che una realtà come l’Unione Europea esista solo per giocare in difesa sarebbe una visione profondamente errata ma, naturalmente, dobbiamo rispondere alle tre sfide parallele presenti, tutte particolarmente gravi”: così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervistato dal direttore della Stampa Maurizio Molinari, rispondendo a una domanda sulle sfide legate alla crisi economica, all’immigrazione e al terrorismo. “La sfida del terrorismo – spiega il capo dello Stato – impone una maggiore integrazione, sia per affrontare la minaccia interna, sia per accrescere la capacità dell’Ue di contribuire a contrastarlo laddove nasce. La gestione dei flussi migratori richiede nel contempo maggiore solidarietà interna ed un ruolo più attivo di proiezione esterna della Ue in collaborazione con Paesi terzi e partner internazionali. A questo tende il Migration Compact presentato dall’Italia. Abbiamo accantonato in questi anni le politiche che puntavano, secondo una definizione di Prodi, a creare intorno alle Ue un anello di Paesi amici. L’Europa è apparsa spesso chiusa in una logica autoreferenziale. Completare l’Unione economica e monetaria per sbloccarne il potenziale inespresso; rafforzare l’Unione bancaria per restituire fiducia nel settore bancario, cruciale per la crescita e favorire la concessione di crediti per gli investimenti; pensare ad un meccanismo comune che contrasti la disoccupazione ciclica; usare i margini di flessibilità previsti dalle regole di bilancio per promuovere investimenti produttivi: sono queste alcune delle priorità che, se realizzate – conclude Mattarella – contribuiranno a rafforzare un’Unione che appare disorientata”. (Red)