Roma, 4 lug – “Parlare dell’Unaie significa leggere una pagina di storia del nostro Paese. Nacque negli anni ‘50 e ‘60 quando non si era ancora spento l’eco devastante della guerra e della dittatura. Erano anni difficili per il Paese ma anche forti i fermenti di riscatto della gente per una vita migliore nel nuovo percorso della democrazia. Ma incombeva anche la tragedia degli italiani che cercavano migliori condizioni di vita nei paesi più promettenti. In quell’epoca particolarmente convulsa, uomini generosi e sensibili scesero in campo in emigrazione, istituendo un modello associativo ed unificante del tutto inedito e, cioè, una Unione Nazionale che raggruppava le Associazioni delle varie Regioni”. Lo ha scritto Domenico Azzia, presidente dell’associazione Sicilia nel Mondo, nella lettera indirizzata all’Unaie in occasione della celebrazione del 50esimo anniversario della nascita dell’associazione degli emigrati, che si è svolta sabato scorso a Treviso. Azzia, ex presidente dell’Unaie, non ha potuto prendere parte alle celebrazioni per problemi di salute ma ha scritto ai presenti che l’Unaie ha dato “un contributo indiscusso al consolidamento della democrazia, delle Istituzioni statuali, della società italiana. Ha lanciato le linee guida della politica emigratoria in mezzo secolo. Non esistono proposte, regolamenti o leggi che non siano partite dall’Unaie. Basta ricordare lo sviluppo di un nuovo associazionismo dalle motivazioni etiche. L’uomo. Ha fatto crescere quel grande patrimonio nazionale che è oggi la forza del volontariato. Ha riacceso i contatti con milioni di italiani che vivono all’estero. Questa è l’Unaie. Una realtà sotto gli occhi di tutti”.
(Sis)