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I rifiuti fanno “Crush”
l’arte riciclando lattine
al Vittoriano di Roma

it@withub.it by it@withub.it
8 Luglio 2016
in Archivio speciali - Mostre
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Rifiuti in plastica, tappi di bottiglia e lattine schiacciate diventano opere tutte da scoprire, firmate dall’artista Fabio Ferrone Viola, che fa del riciclo la propria fonte di ispirazione. “Crush – Manifesto globale” – parte di un progetto espositivo, promosso dall’Associazione Michele Valori, fino al 31 luglio al Complesso del Vittoriano di Roma – dà il via a un manifesto di educazione ambientale e ad un progetto itinerante in varie città. Il titolo della mostra “Crush” si riferisce al gesto attorno a cui ruota tutta la ricerca dell’artista, ovvero schiacciare le lattine accartocciate raccolte per strada. Da questo il termine “crushismo” coniato dallo stesso Ferrone Viola, espressione che descrive la sua particolare tecnica esecutiva per realizzare qualcosa che possa essere ancora una volta “utile”, rivestendo i “rifiuti” di una nuova dignità artistica. “Schiacciare è la forma di arte che uso per far capire il mio stato d’animo, – racconta l’artista, conosciuto nell’ambiente romano per il suo linguaggio Trash Art – subendo la pressione dell’ambiente in cui viviamo ma soprattutto ricollegandolo al sottotitolo della mostra ‘manifesto globale’ che rimanda a una dimensione più ampia e sociale. Viaggiando moltissimo per lavoro, prima di aver intrapreso la mia carriera artistica, ho potuto constatare come in tutto il mondo ci sia questa malsana usanza di gettare le cose in terra. Ho trovato lattine schiacciate ovunque e così ho cominciato a raccoglierle e metterle da parte: da New York a Parigi, dall’Asia all’Africa ho avuto modo di verificare quanto comune sia questo gesto d’inciviltà, e ho cominciato a pensare di realizzare qualcosa utilizzando questi “rifiuti” e riproporli come veicolo d’arte per lanciare uno spunto di riflessione, un messaggio di Amore (tanto è vero che molte delle mie opere riportano la parola “Love” nel titolo) che possa smuovere le coscienze e ricominciare a far apprezzare la bellezza che ci circonda”.

ROMA: ARTE CONTEMPORANEA NEL PARCO

L’arte esce dal museo e trova spazio in uno dei parchi più belli di Roma, Villa Ada, sede estiva del festival “Incontra il Mondo”, fino al 12 agosto, con due progetti di arte contemporanea: il primo a cura di Valentina Gioia Levy e il secondo di Fondazione Volume! Levy, curatrice indipendente, presenta al pubblico le installazioni Tout Doit Disparaitre e Le Radeau de la Méduse (Excursion 5) di Arnaud Cohen e Untitled di Federica Di Carlo, dedicate al rapporto tra il qui e l’altrove, tra orizzonti reali ed interiori, tra spazi vissuti e sognati, tra luoghi di approdo e luoghi abbandonati. Inoltre, domenica, giovedì 14 luglio e, ancora, domenica 24 luglio, incontri con artisti e curatori in cui si svolgeranno performance, talk, approfondimenti, workshop e laboratori per i più piccoli. Secondo progetto ospitato da Villa Ada Roma incontra il mondo è 3500 CM2, progetto a cura di Fondazione Volume! x Crosswise, nato nel 2004 da un’idea di Lorenzo Benedetti e che coinvolge sei artisti: 3500 cm2 sono i centimetri quadrati a disposizione per realizzare un manifesto 50 x 70, ma è anche l’arte che vive in un luogo urbano, che esce da suoi spazi per raggiungere un pubblico eterogeneo e più vasto di quello che è solito visitare musei e gallerie. Durante sei concerti della rassegna musicale di Villa Ada (Wilco, Calcutta, Tyler the Creator, Tortoise, Gramatik e Niccolò Fabi) saranno distribuiti gratuitamente al pubblico i poster della misura 50×70 realizzati dai sei artisti.

ROMA: I 70 ANNI DEL PREMIO STREGA

Settanta anni di emozioni. E ora la storia del Premio Strega, simbolo della cultura italiana, rivive con la mostra “Vita da Strega”. Davanti agli occhi scorrono, come dice il sottotitolo, “gli anni d’oro del Premio raccontati con le foto di Carlo Riccardi”, fino al 30 luglio, nella Biblioteca Rispoli di Roma. Con la suggestione delle immagini di Carlo Riccardi, 90 anni il 3 ottobre, alcune inedite, è possibile ripercorrere il cammino del Premio che ha accompagnato il cammino del paese. A partire dal sorriso pungente del primo vincitore Ennio Flaiano, le fotografie esposte alla Biblioteca Rispoli sembrano svelare l’anima dei protagonisti di tante battaglie letterarie. Ed ecco così il volto annoiato di Alberto Moravia, lo stile di Pier Paolo Pasolini, il fascino particolare di Elsa Morante, il compiacimento di Raffaele La Capria e via via le espressioni di Giorgio Bassani, Giovanni Arpino o Anna Maria Ortese e tanti altri. Ma ci sono anche Marcello Mastroianni e Gino Manfredi: il legame del Premio con il mondo dello spettacolo e anche con quello dell’arte è forte. La mostra nella Biblioteca Rispoli presenta anche delle edizioni storiche dei libri vincitori e candidati che fanno parte del suo patrimonio di 40 mila volumi. La mostra, nata da un’idea di Roberto Ippolito, ricostruisce attraverso le immagini di grande impatto la storia del Premio dall’istituzione fino al 1971 e quindi un pezzo di vita italiana non solo culturale. Fa entrare nel salotto letterario di Maria Bellonci e del marito, il giornalista e critico letterario Goffredo, che animarono il Premio con il contributo di Guido Alberti, produttore del liquore Strega che dà il nome alla manifestazione finanziandola ininterrottamente dalla nascita. Il Premio è animato dagli Amici della domenica, chiamati così per il giorno delle loro prime riunioni nel 1944. Sono loro il corpo elettorale da sempre: si tratta di quattrocento esponenti del mondo culturale che ogni anno, con due successive votazioni a Roma, scelgono il libro di narrativa vincitore. La prima continua a svolgersi a casa Bellonci, oggi sede della Fondazione Bellonci, e seleziona la cinquina finalista. La seconda, nei primi giorni di luglio, è quella finale; per l’edizione numero 70 si svolge all’Auditorium Parco della Musica invece che nel tradizionale Ninfeo di Villa Giulia. Da anni la giuria è integrata dai voti collettivi di scuole, università, istituti italiani di cultura, Società Dante Alighieri e da un gruppo di lettori forti. “Vita da Strega” è anche un libro, presentato in anteprima nel corso dell’inaugurazione della mostra, dal titolo “Gli anni d’oro del Premio Strega – Racconto fotografico di Carlo Riccardi”, che raccoglie una selezione di oltre 90 foto, una sintesi più ampia della raccolta presente all’interno dell’Archivio Riccardi, e si conclude con il commento di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci. Concepito con la seconda guerra mondiale ancora in corso, lo Strega nacque nello spirito della ricostruzione civile dopo gli anni cupi del conflitto e del fascismo. Vide la luce con l’annuncio il 17 febbraio 1947 da parte della fondatrice Maria Bellonci che raccontò così il concepimento: “Già da tempo cominciavo a pensare ad un nostro premio, un premio che nessuno avesse mai immaginato. L’idea di una giuria vasta e democratica che comprendesse tutti i nostri amici mi sembrava tornar bene per ogni verso. Confermava il nuovo acquisto della democrazia”.

PERUGIA: TESORI DELL’ARTE UMBRA

Cinquanta dipinti di grande rilievo rappresentativi non solo delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco, sono in mostra da oggi al 20 novembre a Palazzo Lippi Alessandri, a Perugia. La mostra – intitolata “I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il caravaggismo nelle collezioni di Perugia” – è uno spettacolare “biglietto da visita” di una collezione, quella creata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, di livello notevolissimo. Tra gli autori presenti alcuni grandi artisti dell’arte umbra, dal Paliotto a Matteo da Gualdo, da Perugino a Pinturicchio, dal “Cavalier Perugino” a Federico Zuccari, a Pomarancio. Umbria ma non solo, perché nella collezione sono entrati anche dei grandi nomi “fuori territorio”; come Guercino, Carracci, Pier Francesco Mola o lo svizzero-romano Serodine.

LONDRA: OMAGGIO A MISSONI

Il Museo di Arte contemporanea di Gallarate, in collaborazione con la casa Missoni, presenta al Fashion and Textile Museum di Londra, fino al 4 settembre, la mostra “Missoni Art Colour” che esplora l’influenza dell’arte europea del 20.mo secolo nei disegni di Ottavio e Rosita Missoni, e comprende oltre 40 dipinti di artisti europei tra cui Gino Severini, Lucio Fontana, Benedetto Vedova e Sonia Delaunay. Oltre ai dipinti provenienti dal Museo di Gallarate e da collezioni private, molti dei quali mai esposti al pubblico prima, sono presentati coloratissimi arazzi, studi tessili e modelli di abiti. Come sottolineato dal direttore del Fashion and Textile Museum di Londra, Celia Jocey, alla presentazione dell’evento con la presenza dell’ambasciatore d’Italia a Londra Pasquale Terracciano, la mostra è la prima che celebra la iconica casa di moda Missoni nel Regno Unito in così larga scala, evidenziando quindi il profondo impatto che tale marchio italiano continua ad avere a livello mondiale.

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