(14 luglio 2016) Da lunedì 15 agosto all’inizio di settembre una équipe internazionale di una dozzina di glaciologi e ingegneri – francesi, italiani, russi e americani – si recherà sul Col du Dôme (4.300 metri sul Monte Bianco) per prelevare le prime “carote-patrimonio” con l’obiettivo di costituire la prima biblioteca mondiale degli archivi di ghiaccio estratti dai ghiacciai minacciati dal riscaldamento globale. Tra loro i promotori del progetto Carlo Barbante, direttore dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) e professore all’Università Ca’ Foscari Venezia, e Patrick Ginot, ingegnere della ricerca Ird (Institut de recherche pour le développement). nell’ambito di Lgge dell’Università di Grenoble Alpes e Cnrs. Tre carote di ghiaccio di 130 metri ciascuna saranno estratte e poi calate dall’elicottero a valle e trasportate a Grenoble al Laboratorio di glaciologia e geofisica dell’ambiente (Lgge) dell’Università di Grenoble Alpes e del Centro nazionale per la ricerca scientifica, garantendo una rigorosa catena del freddo. Una delle tre carote sarà analizzata nel 2019 per costituire una base dati a disposizione di tutta la comunità scientifica mondiale. Le altre due carote saranno trasportate per nave e veicolo cingolato sugli altipiani antartici, terra di scienza e di pace, nel 2020, dove saranno conservati in tutta sicurezza per molti secoli nella base Concordia gestita dall’Istituto polare francese “Paul Emile Victor” e dal suo partner italiano, il Programma Nazionale Ricerche in Antartide (Pnra). Alla fine, questo patrimonio di decine di carote di ghiaccio sarà conservato in una grotta scavata sotto la neve a -54°C, il più sicuro – e naturale – congelatore del mondo. (Red)