Roma, 16 gen – Con il 17 gennaio entra in vigore lo storico decreto salva olio di oliva italiano per garantire la provenienza nazionale dell’extravergine in commercio ed impedire di “spacciare” come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, come è avvenuto fino ad ora senza alcuna informazione per i consumatori. Lo rende noto la Coldiretti, che ha fortemente sostenuto con la mobilitazione il provvedimento, nel sottolineare che è scaduto il termine di novanta giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale N.243 del 18 ottobre del Decreto recante “Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell’etichetta dell’olio vergine ed extravergine” previsto per l’entrata in vigore. Occorre attivare i controlli negli stabilimenti per assicurare che tutti gli oli etichettati, d’ora in poi, rispettino le condizioni fissate dal Decreto che – sottolinea la Coldiretti – prevede che sulle confezioni di vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l’olio, mentre se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati in ordine di quantità decrescente, con la possibilità di multe fino a 9.500 euro per i trasgressori di ogni singola violazione. Di fatto, fino ad ora, quasi Ia metà dell’olio “italiano” venduto sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – è spremuto da olive di cui non si conosce la provenienza che, grazie al provvedimento, dovrà invece essere indicata in etichetta per fare finalmente chiarezza per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. Si tratta – precisa la Coldiretti – di una risposta coerente al desiderio di sapere da dove viene il cibo che acquistano espresso, secondo l’indagine Coldiretti/Swg, dal 98 per cento degli italiani e dal 97 per cento degli europei. (SEGUE)