(19 luglio 2016) Una due giorni nel segno dell’arte, della cultura, della cooperazione. Ha preso il via la missione in Cina del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini. Oltre agli incontri istituzionali (con il suo omologo Franceschini ha illustrato il programma “China friendly” e discusso sulle possibili forme di collaborazione tra le Regioni italiane e le Province cinesi, sulla base dell’esperienza maturata nel corso di Expo) l’arte italiana – e la sua promozione – sono state al centro della visita del ministro. Franceschini ha visitato il Museo Nazionale di Cina che ospita dallo scorso marzo con grande successo la mostra “Gloria di luce e colore, quattro secoli di pittura a Venezia”. Quest’ultima abbraccia un arco di quattro secoli – dal Rinascimento al Settecento- e presenta al pubblico cinese la manifestazione più alta e più tipica della cultura veneziana di quel periodo, la pittura. Non solo. Il ministro ha inaugurato, infatti, presso il World Art Museum di Pechino la prima mostra in Cina dedicata al pittore ferrarese Giovanni Boldini. L’esposizione – aperta al pubblico dal 20 luglio al 9 ottobre -, dal titolo “Boldini, maestro della belle époque”, si compone di 54 opere provenienti da diversi musei italiani, di cui (37 opere) messe a disposizione dalla Galleria di Arte Moderna e contemporanea di Ferrara-Museo Boldini. Le opere in mostra illustrano il percorso creativo dell’artista dalla fondamentale esperienza fiorentina fino alla lunga e sfaccettata stagione francese. Ad accompagnare i suoi capolavori, è stata fatta una selezione accurata di opere celebri dei principali protagonisti italiani di quella stagione che, come Boldini, elessero Parigi a patria ideale della modernità e dell’avanguardia figurativa, da Giuseppe de Nittis a Federico Zandomeneghi, da Paolo Troubetzkoy a Vittorio Corcos. “Con l’inaugurazione della mostra antologica su Boldini e il suo tempo – ha dichiarato il ministro Franceschini – il China World Art Museum si propone come il palcoscenico ideale in cui inserire il nucleo costitutivo delle oltre 40 opere provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna di Ferrara, offrendo una grande occasione per promuovere presso il pubblico cinese quel patrimonio diffuso che rende l’Italia unica e meritevole di essere conosciuta e visitata a fondo”. La rassegna consentirà al pubblico cinese di ripercorrere l’intera parabola creativa dell’artista: dalle prove nella Firenze dei Macchiaioli alla produzione successiva all’approdo nella Parigi degli impressionisti sino alle icone della ritrattistica che sanciscono l’affermazione della cifra stilistica con cui egli si è imposto sulla scena internazionale. (red)