“Già in passato lanciammo l’appello affinché emigrati, frontalieri ed ex emigrati italiani in Svizzera che non fossero stati in regola con il fisco elvetico o italiano valutassero l’opportunità di regolarizzare al più presto la loro situazione. Adesso ritorniamo a trattare questo argomento poiché, come informa la Segreteria di Stato elvetica per le questioni finanziarie internazionali, essendosi concluse le procedure di ratifica in entrambi i Paesi, lo scorso 13 luglio è entrato in vigore ufficialmente il Protocollo che modifica la summenzionata Convenzione”. Lo scrive a tutti i cittadini italiani residenti in Svizzera il coordinatore europeo dell’Unione Italiani nel Mondo, Dino Nardi, che informa circa gli sviluppi delle ratifiche dell’accordo tra la Svizzera e l’Italia per uno scambio reciproco di informazioni fiscali. “Da parte nostra – aggiunge Nardi – auspichiamo, quindi, che quell’appello della Uim non sia stato vano poiché adesso lo scambio di informazioni fiscali tra Svizzera ed Italia su domanda, dal 13 luglio 2016, è applicabile retroattivamente per fatti accaduti dal 23 febbraio 2015 e cioè dal giorno della firma del Protocollo. Nella pratica significa che le autorità fiscali elvetiche o italiane – quando abbiano un fondato sospetto che un residente abbia evaso il fisco locale tacendo sul possesso di un patrimonio o di un reddito – possono chiedere (ed avere) informazioni e/o documenti alle autorità fiscali dell’altro Paese. Ma, attenzione, questo scambio di informazioni fiscali su domanda tra Svizzera ed Italia, oggi ufficialmente in vigore, è solo l’antipasto del piatto forte che su questa materia arriverà nel 2018 quando, per i redditi del 2017, entrerà in vigore lo scambio automatico delle informazioni fiscali tra i due Paesi. Ciò significando la fine, certamente, del segreto bancario elvetico per i non residenti ma pure di altre eventuali situazioni non conformi alla Convenzione fiscale italo-svizzero del 1976”. (Red – 3 ago)