Roma, 18 gen – Cresce la preoccupazione in diverse sedi diplomatiche italiane all’estero a seguito della volontà del governo Prodi di ridiscutere l’attuale rete diplomatica, con la conseguente chiusura di alcune sedi consolari localizzate in paesi europei. Le motivazioni sembrano ricercarsi in una “decrescente disponibilità di risorse a favore del comparto pubblico ed alla necessità di garantire una maggiore accessibilità, affidabilità ed efficienza degli uffici attraverso una riorganizzazione dei processi”. Con queste parole il segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo ha chiamato in causa la Finanziaria 2007 dichiarando che “l’avvio di una ristrutturazione della rete diplomatico-consolare alla luce dell’attuale contesto geopolitico è stato disposto con la Legge Finanziaria 2007, al fine di razionalizzare i costi di funzionamento del Ministero. Sono state pertanto attuate o programmate alcune misure di razionalizzazione, da concludere entro il 2008, consistenti per la maggior parte in accorpamenti di uffici come Bastia, Il Cairo, Lipsia, e più avanti Bedford, Edmonton, Esch-sur-Alzette, Innsbruck, con sedi vicine e di maggiori dimensioni”. “Da tali misure – ha proseguito Massolo – sono attesi in parte risparmi per l’erario ed in parte risorse per l’apertura di nuove sedi, quali un’Ambasciata in Moldova e un Consolato Generale a Mosca, dove la nostra Ambasciata emette oggi circa 250.000 visti l’anno. Si tratta di misure rilevanti, ma che non risolvono la natura strutturale dei problemi di funzionamento della rete”. “Ci troviamo oggi – ha spiegato – di fronte ad una duplice sfida. Siamo chiamati, da un lato, a svolgere con crescente efficacia il ruolo di snodo centrale della proiezione esterna del Paese che è proprio della Farnesina, offrendo, attraverso la rete diplomatico-consolare, servizi sempre più diversificati e completi ai cittadini ed alle imprese. Dall’altro, a fronte di risorse decrescenti per il comparto pubblico, dobbiamo ricercare una sempre migliore qualità della spesa”. (SEGUE)