Trento, 22 gen – Il 27 gennaio del 1945 caddero i cancelli di Auschwitz, il più tragicamente famoso fra i campi di sterminio nazisti. Quel giorno l’umanità si affacciò sull’abisso della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico; quel giorno gli orrori dei lager entrarono definitivamente a far parte della coscienza dell’uomo contemporaneo. Per far sì che la consapevolezza maturata sulle ceneri di quell’esperienza indicibile non si affievolisca, continuando invece a nutrire l’impegno morale e civile delle nuove generazioni, il Governo italiano ha istituito nel 2000 il Giorno della memoria. Fin dalla sua prima edizione la Provincia autonoma di Trento ha voluto dare particolare rilievo a questa commemorazione, realizzando tutta una serie di iniziative volte a ricordare la persecuzione del popolo ebraico, nonché dei deportati italiani e di tutte le altre categorie di cittadini che subirono la violenza delle leggi razziali e delle dittature nazifasciste. Incontri con testimoni d’eccezione, spettacoli teatrali e musicali, mostre e proiezioni cinematografiche, ma anche eventi dal forte significato simbolico come la restituzione delle porcellane della collezione Kaumheimer: l’impegno del Trentino, anno dopo anno è cresciuto e si è via via sempre più consolidato. Lo confermano anche le iniziative programmate per il 27 gennaio in diverse località della provincia, che vedono il coinvolgimento di tanti gruppi e associazioni, assieme alle scuole, alle biblioteche e alle istituzioni locali. Ancora una volta questa terra di confine che ha fatto più volte diretta esperienza delle lacerazioni prodotte dal XX secolo conferma dunque la sua volontà di coltivare il ricordo di ciò che è stato, per costruire un futuro di speranza, solidarietà, giustizia. Un futuro in cui nessuno sia più costretto a portare una croce cucita sulla manica dalla giacca per indicare la sua appartenenza ad un popolo, una religione, uno schieramento politico o un’altra categoria “indesiderata”, ed in cui tutti gli uomini possano finalmente vedere, al di là delle reciproche differenze, quella luce che li illumina dall’interno, e che tutti li accomuna.
(Cat)