Trento, 31 ott – Dalla fine degli anni ‘90 – per coordinare il lavoro di ricerca dell’Istituto Gaslini, dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro e del Centro per le Biotecnologie Avanzate, nasce l’idea del Polo Oncologico sul Neuroblastoma e i Tumori Solidi Pediatrici, idea diventata oggi realtà con un primo nucleo rappresentato dal “Laboratorio di ricerca sul Neuroblastoma”, attualmente ubicato presso il Centro Biotecnologie Avanzate di Genova e attorno al quale ogni giorno gravitano 50 ricercatori fra biologi, genetisti e clinici. Proprio grazie a questo “nucleo”, è stato ottenuto un risultato molto importante a livello genetico, che identifica il ruolo di una regione cromosomica nello sviluppo del neuroblastoma. Questo studio è stato condotto da Patrizia Perri, il primo “cervello” italiano che l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma ha fatto rientrare dall’estero affinché la ricerca sul neuroblastoma potesse beneficiare della sua esperienza specifica. Ma numerosi sono i ricercatori italiani all’estero, in attesa di poter rientrare in Italia e lavorarvi con adeguati riconoscimenti. Ad esempio è il caso di Maria Serena Lo Piccolo, attualmente allo “Sloan Kattering” di New York, dove, grazie al sostegno dell’Associazione, ha potuto sviluppare una ricerca per tre anni.
(Grm)