Roma, 23 gen – Come già fatto in diverse occasioni, Napolitano ha dunque confermato la necessità di intervenire, nel rispetto del dialogo istituzionale, sulla seconda parte della Costituzione, fatti salvi i principi “ancora attualissimi” della prima parta. “Ho più volte auspicato che in quella direzione le forze politiche si impegnassero avviando un realistico confronto – nella ricerca del necessario e possibile consenso – su talune, essenziali e ben delimitate proposte di riforma dell’ordinamento costituzionale. Proposte che abbiano loro ragioni, di più lungo periodo, rispetto a un distinto e parallelo cammino – che pure ho auspicato – di riforma elettorale. Più in generale, ogni discorso sulla Costituzione deve prescindere da calcoli contingenti, caratterizzarsi per la sua autonomia e la sua ponderazione”. “Naturalmente – il distinguo fondamentale del presidente – qualsiasi posizione culturale o politica favorevole a più drastici mutamenti del modello di riferimento della seconda parte della Costituzione repubblicana, può essere legittimamente sostenuta nel dibattito pubblico. Ma siffatti eventuali mutamenti vanno colti e prospettati nella loro complessità ; le loro implicazioni e le loro incognite non possono essere eluse, ed è bene rifuggire – nell’ipotizzarli – da semplificazioni e miracolismi. Quale che sia il quadro istituzionale, la speditezza del processo decisionale è chiamata a fare i conti con la realtà dei conflitti e dei rapporti di forza politici. Se per l’Italia la via concretamente perseguibile, la più ponderata e saggia è – secondo l’opinione di molti – quella di un riequilibrio entro la forma di governo parlamentare, si deve essere ben consapevoli del fatto che la stabilità dei governi e la tempestività delle decisioni anche legislative, resteranno sempre legate in non lieve misura al livello di aggregazione e di coesione tra le forze politiche che si alternano alla guida del paese, al loro grado di rappresentatività, alla loro autorevolezza”. La conclusione del discorso del presidente è un invito a tutto il parlamento e alle forze istituzionali “Un concorso di volontà più forte di tutte le ragioni di divisione, pur nello svolgimento di una libera dialettica politica e sociale. Ci unisce e ci incoraggia in questo sforzo la grande, vitale risorsa della Costituzione repubblicana. Non c’è terreno comune migliore di quello di un autentico, profondo, operante patriottismo costituzionale. E’, questa, la nuova, moderna forma di patriottismo nella quale far vivere il patto che ci lega : il nostro patto di unità nazionale nella libertà e nella democrazia”.
(Sis)