“Il web ha il grande merito di dar voce per la prima volta a milioni e milioni di persone, e questo è un dato positivo. Però c’è un “però”, che non posso omettere. Troppo spesso questa voce prende la forma dell’insulto, della minaccia, dell’intimidazione. Nella vita la diffamazione e il pettegolezzo ci sono sempre stati. Ma se fino a ieri parole razziste o diffamatorie rimanevano all’interno di una piccola cerchia, ora con la rete prendono una dimensione immensa: potenzialmente è un orizzonte senza limiti, e questo ha conseguenze anche gravi. E molte spesso a pagare le conseguenze di questa ‘ disfunzione’ del web sono le donne. Siamo noi donne le principali vittime di questa violenza. Non è solo la mia sensibilità alle questioni di genere a farmelo dire: lo dicono le indagini sui social media, secondo le quali un’altissima percentuale dei messaggi violenti è a discapito delle donne. L’ insulto alle donne è al primo posto nella classifica delle varie forme di aggressività e odio che si esprimono online”. Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini nel suo intervento al convegno ‘Informatica e Diritti: la Rivoluzione digitale per la società’.
I DIRITTI DELLE DONNE – “Non posso non segnalare questo fatto come inaccettabile – ha continuato Boldrini -. Noi donne abbiamo fatto tanti sforzi in questi decenni per affermare i nostri diritti, abbiamo fatto tante battaglie per essere rispettate, per avere un posto nella società: il posto che ci spetta, perché siamo il cinquanta per cento della popolazione. E oggi dobbiamo accettare, per stare nella sfera digitale, di essere insultate, di essere umiliate, come se questo fosse il prezzo da pagare per potere comunicare attraverso questo grandissimo strumento?! Io dico no: non voglio che le nostre figlie debbano rinunciare alla rete, o debbano accettare di abbassare la testa”. (PO / Red)