A settembre, dopo sette mesi di valori negativi, l’inflazione è risultata leggermente positiva. La variazione tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (+0,1%) ha segnato un recupero di 0,6 punti percentuali rispetto al minimo toccato in aprile (-0,5%). Così l’Istat nella sua nota mensile sull’andamento dell’economia. L’aumento riflette principalmente la forte attenuazione della caduta annua dei prezzi energetici (3 punti in meno rispetto ad agosto), mentre le determinanti interne continuano a non fornire spinte rilevanti: l’inflazione di fondo rimane su livelli bassi (+0,4% l’inflazione al netto di energia, alimentari e tabacchi). Nelle fasi a monte della distribuzione finale, le pressioni inflazionistiche rimangono molto deboli o assenti. Per i prodotti industriali, in luglio i prezzi all’importazione dei beni di consumo hanno registrato una nuova caduta tendenziale (-1,2%), con modesti rincari limitati ai beni durevoli (+0,6%); la stessa dinamica si riscontra per i prezzi alla produzione. In settembre le attese delle imprese che producono beni per il consumo finale non evidenziano cambiamenti significativi delle politiche di prezzo, con un sostanziale equilibrio tra chi prevede rincari dei listini nel breve termine e chi ne prospetta riduzioni. Tra i consumatori, viceversa, crescono le attese di un leggero recupero dell’inflazione.
(5 ott – red)