Roma, 18 ott – “Ridare un nome alle vittime del Mediterraneo è un servizio non solo alla dignità dei morti, ma anche ai vivi”. Lo ha dichiarato Milena Santerini, deputata del gruppo ‘Democrazia Solidale-Centro Democratico’, in occasione della conferenza stampa a Siracusa sui risultati del progetto di identificazione delle vittime del naufragio del 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, in cui persero la vita oltre 700 migranti, promosso dal Ministero dell’Interno, della Difesa e dalle Università italiane. “Impressiona vedere il barcone del naufragio del 18 aprile 2015, recuperato con una generosa azione del Governo. In piccoli spazi sono morte più di 800 persone, tutti ragazzi. Ci fa ricordare quanti ancora muoiono di speranza, per trovare lavoro o studiare in Europa. Il modello italiano di identificazione, coordinato dalla straordinaria dottoressa Cristina Cattaneo dell’Università di Milano e dal Prefetto VIttorio Piscitelli può essere valido in tutta Europa. Occorre rendere stabile il centro della Marina Militare di Melilli dove procedere all’identificazione post-mortem e creare una rete di dati ante-mortem per permettere il riconoscimento” ha sottolineato Santerini annunciando la presentazione di una Risoluzione sul tema al Consiglio d’Europa.
(PO / red)