Roma, 19 ott – Una nave di perforazione al lavoro a circa 120 miglia al largo della costa egiziana per Eni, in un enorme scrigno di gas naturale che nel luglio 2015 si è rivelato essere la più grande scoperta di sempre nel Mar Mediterraneo e di gran lunga la più grande dall’industria petrolifera mondiale nell’anno. La scoperta, chiamata Zohr, è stata fonte di grande soddisfazione per Eni, che ha rischiato 70 milioni di dollari per perforare un pozzo in una zona in cui Royal Dutch Shell aveva in precedenza perforato 10 pozzi senza successo. La l’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha lasciato che l’attività di perforazione proseguisse. “E’ stato un momento molto emozionante – spiega in una intervista al New York Times -. Abbiamo cercato di guardare fuori dagli schemi”. Zohr e le altre precedenti grandi scoperte in luoghi come il Mozambico, il Ghana e il Venezuela “hanno premiato lo sforzo che Descalzi ha messo nell’esplorazione”, sottolinea il quotidiano americano, che cita anche le parole di Andrew Latham, vice president per l’esplorazione di Wood Mackenzie: “Certamente vorremmo premiare Eni come la migliore compagnia nell’esplorazione tra tutte le major su un arco di tempo tra i cinque e i 10 anni”.