Roma, 3 nov – “La sconfitta definitiva di Daesh, il sedicente Califfato, è alla nostra portata”, “ma non dobbiamo commettere gli errori del passato, impedire che si compiano vendette”. Inoltre “la fine di Daesh sarà una confitta storica per il terrorismo, ma non sarà la fine del terrorismo fondamentalista di matrice islamica”, “guai a sottovalutare la forza di attrazione simbolica, economica e militare di un gruppo terrorista che si racconta come uno Stato”. Così commenta la battaglia a Mosul il ministro degli Esteri. Paolo Gentiloni, in una intervista al Messaggero, nella quale sostiene che “occorre una governance inclusiva. Non vanno autorizzate vendette ma va rassicurata la popolazione sunnita”.
(red)