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Bella l’Italia
di Veronesi

it@withub.it by it@withub.it
10 Novembre 2016
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(10 novembre 2016)  Nel giorno dell’eccitazione per il trionfo del vaffa, si tende a dimenticare che esso travolge non solo le odiate elites democratiche, i media e il cosiddetto establishment,   ma anche alcune importanti riforme sociali volute da Obama e  in particolare quella che ha dato copertura sanitaria a  molti milioni di americani poveri.  Abituato a commentare sul suo blog i fatti del  mondo, di questo si sarebbe probabilmente preoccupato Umberto Veronesi, il grande italiano scomparso martedi.
Oggi il Corriere della Sera pubblica alcuni stralci del “Sillabario laico”, l’ultimo libro di Veronesi. “Sono convinto – scrive lo scienziato –  che esista una morale laica valida quanto la fede in Dio. È un’etica della responsabilità, che ogni persona può e deve costruire dentro di sé, e che deve servire da timone”.
Tra le cose che ci lascia Veronesi c’è il nuovo modello di ospedale a cui insieme a un gruppo di esperti guidati dall’architetto Renzo Piano lavorò nel 2000 quando per un anno fu ministro della Sanità nel governo Amato. Ne nacque un decalogo sul quale si sono basati molti progetti di ospedali italiani costruiti in seguito.
“Il malato – si leggeva al punto 1 – deve essere posto in un ambiente a misura d’uomo, sicuro e confortevole, in cui sia garantita la privacy. Deve essere informato e guidato. Non deve vivere a stretto contatto con gli altri malati. Deve avere la possibilità di ricevere le visite di parenti e amici a qualsiasi ora”.  Dopo i capitoli dedicati alle cure, all’innovazione e alla ricerca,  un altro paragrafo raccomandava che all’interno dell’ospedale si riscoprissero “valori ormai considerati del passato, come solidarietà, senso di appartenenza e interdipendenza”.
Era un Paese con lo sguardo lungo quello che chiedeva ai Veronesi di disegnare un po’ del suo futuro.

 

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