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BOSCHI INCONTRA COMITATI BASTA UN SI UE

it@withub.it by it@withub.it
10 Novembre 2016
in In evidenza HP, In evidenza top news
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Se è vero che le cose si vedono meglio da lontano, da una prospettiva diversa e più distaccata, allora sono gli italiani all’estero che possono avere una visione più chiara del Paese in cui vivevano. Si capisce quindi perché tenere vivo il rapporto con i nostri connazionali nel mondo in un momento così delicato come quello che l’Italia andrà a vivere dopo il 4 dicembre, con l’esito del Referendum costituzionale, sia di fondamentale importanza anche per la politica. E dal Comitato “Basta un sì” il messaggio è chiaro: la comunità degli italiani all’estero ha un ruolo essenziale, e non solo in vista del voto.

STESSA SQUADRA IN ITALIA E ALL’ESTERO – “Stiamo facendo insieme una campagna impegnativa, bella, entusiasmante, affrontata con molta energia. Siamo a molti chilometri di distanza ma stiamo discutendo delle stesse cose impegnandoci allo stesso modo: questa è un’idea di comunità non così frequente”, ha detto la ministra per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi, incontrando a Roma i rappresentanti di alcuni comitati “Basta un Sì” provenienti da diversi Paesi europei. Undici rappresentati arrivati da ogni angolo d’Europa, dal Regno Unito al Lussemburgo, passando per la Germania, l’Olanda, la Spagna e la Svizzera, per impostare le fasi finali della campagna referendaria. Boschi, dopo aver sottolineato che la vittoria del no vorrebbe dire “tornare indietro da un punto di vista politico”, passa all’attacco: “Noi non ci siamo preoccupati l’ultima settimana prima del voto di andare all’estero – dice riferendosi al tour mondiale lanciato dal Movimento 5 stelle – ma abbiamo fatto un lavoro dal primo giorno come se fossimo a Roma, Torino e Firenze”.

L’ESPERIENZA DI LUSSEMBURGO, GERMANIA E LONDRA – A descrivere questa grande comunità è Mina Zingariello, membro del Partito Democratico di Londra e coordinatrice dei comitati europei. “La nostra rete funziona – ha spiegato – perché riusciamo a scambiarci velocemente idee e proposte, elaborando così una linea comune. Noi, per esempio, abbiamo sperimentato sia appuntamenti più istituzionali, come i classici dibattiti, sia eventi più informali come gli ‘AperiSì’: ci incontriamo dopo il lavoro e discutiamo dei temi del referendum, ma anche dell’attualità politica. È un format che sta avendo un grande successo e che stiamo esportando anche negli altri Paesi”. Anche Marco Onorato, dal Lussemburgo, insiste sul lavoro di squadra: “Sono orgoglioso di far parte di questo progetto e del sentimento che lo caratterizza: cambiare questo Paese”. Dalla Germania, invece, è intervenuta Giulia Manca, coordinatrice del Comitato di Monaco e presidente del PD Germania. “Questa è una squadra – ha detto Manca –, abbiamo organizzato decine di incontri negli ultimi mesi, con costituzionalisti e politici. La nostra struttura svolge la funzione di megafono di quello che succede in Italia ed è un incubatore di idee”.

UN LEGAME CONTINUATIVO – All’incontro ha partecipato anche Roberto Cociancich, coordinatore nazionale volontari “Basta Un Sì”, che si è detto “orgoglioso della rete di persone che sta lavorando per lo stesso obiettivo, mentre tutti gli esponenti del No hanno in comune solo la contrarietà a far sì che l’Europa diventi una patria per tutti”. Ma l’importanza degli italiani nel mondo non si esaurisce con la campagna referendaria. “L’aver riconosciuto il ruolo delle comunità all’estero – ha sottolineato la ministra per le Riforme costituzionali – ha senso se c’è un legame continuativo”. Al voto manca meno di un mese e anche se “c’è molto da lavorare – ammette Boschi – noi ce la stiamo mettendo tutta”.

LA LETTERA DI RENZI PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO Nel frattempo, a tutti gli iscritti all’Aire aventi diritto al voto, arriverà a breve il materiale elettorale per posta, spedito dai consolati. In arrivo per gli italiani all’estero anche “una lettera del premier Renzi”, ha aggiunto la ministra per le Riforme costituzionali, che precisa: “Arriverà contemporaneamente e non insieme alla scheda elettorale, giusto per non alimentare le polemiche”. (PO / Sip – 10 nov)

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