Roma, 23 nov – “Che ci siano problemi di funzionamento nella legge per il voto degli italiani all’estero non lo scopriamo oggi e non l’ha scoperto oggi il presidente Pace, che per buona pace sua avrebbe potuto riflettere un po’ di più prima di rilasciare alcune dichiarazioni”. Così Claudio Micheloni (PD), a margine del convegno “70 anni dagli accordi italo-belgi per il reclutamento della manodopera italiana: memoria del passato per costruire il futuro”, che si è svolto presso la biblioteca Giovanni Spadolini del Senato. “I problemi sono conosciuti – ha continuato – e per questo ci sono diversi disegni di legge depositate sia alla Camera che al Senato, in particolare quelli di Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, dove si prendono a modello i sistemi di paesi che sfruttano il voto per corrispondenza anche degli stessi residenti, offrendo maggiori garanzie”. “Bisogna affrontare il problema – conclude – senza le strumentalizzazioni a fini elettorali, che danno fiato a chi vuole dare il colpo di grazia al voto degli italiani all’estero”. (Fas)