Roma, 10 giu – “La Costituzione con la riforma dell’art.48 ha evitato di mettere gli italiani all’estero contro i residenti in Italia. È stato stabilito, infatti, che il voto degli italiani all’estero vale quanto quello dei residenti ma che, al tempo stesso, come sancito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 173 del 2005, la mancata partecipazione al voto dei residenti all’estero, dovuta magari anche a inadempienze del governo, non possa mai invalidare il voto degli italiani in Patria”. È quanto dichiarano in una nota congiunta il legale del Pd, Gianluigi Pellegrino, ed Eugenio Marino, responsabile Italiani all’estero del Partito democratico, in merito al voto degli italiani all’estero per il referendum sul nucleare.