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SCENDE DISOCCUPAZIONE, RENZI: GRANDE RISULTATO

it@withub.it by it@withub.it
1 Dicembre 2016
in In evidenza HP, In evidenza top news
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“Oggi Istat ha ufficializzato che, per la prima volta dopo anni, la crescita negli ultimi 12 mesi ha raggiunto il più 1%. Un grande risultato, certo, ma non siamo soddisfatti: vogliamo fare di più”. Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Il governo tecnico-tecnocratico nel 2012 – aggiunge il premier – ci aveva lasciato a un PIL del -2,3%. Adesso la macchina si è rimessa in moto. Ma pensate a quello che potremmo fare se avessimo un sistema meno burocratico. Se fossimo un Paese con meno burocrazia; se pensassimo più a correre che a ricorrere ai Tar, alle Corti, ai Tribunali; se avessimo meno politici e più buona politica: che paese straordinario potremmo essere! Anche per questo serve la Riforma, serve dire sì al futuro”.

 

 

POLETTI: MERCATO STABILE “La lieve flessione degli occupati rispetto al mese precedente (-30mila) e la analoga riduzione del numero dei disoccupati (-37mila) evidenziate dai dati diffusi dall’ Istat indicano un quadro di sostanziale stabilità del mercato del lavoro. Questa variazione congiunturale, al pari di analoghe registrate in altri mesi, non incide, infatti, sul positivo andamento tendenziale del mercato del lavoro: su base annua gli occupati aumentano di 174mila unità, con un incremento dello 0,8%. Una crescita attribuibile ai lavoratori dipendenti: 194mila in più, dei quali 178mila sono dipendenti a tempo indeterminato”. Così il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, commenta i dati Istat sull’ occupazione ad ottobre: “Rispetto a febbraio 2014, e cioè dall’ avvio dell’attività di questo governo, si conferma, quindi, un forte aumento degli occupati, in particolare a tempo indeterminato. Un dato che trova conferma nello studio dell’Isfol dal quale risulta che, nel 2015, la decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato e l’ introduzione del contratto a tutele crescenti hanno prodotto 714mila nuovi avviamenti a tempo indeterminato, pari al 96% del totale della crescita registrata dal tempo indeterminato (+744mila). L’ indagine calcola, infatti, che, senza la riforma, gli avviamenti a tempo indeterminato sarebbero passati dai 929mila nel 2014 a 959mila nel 2015 (+30mila), mentre sono stati 1.673.000. Quindi, senza la riforma l’incidenza degli avviamenti a tempo indeterminato sul totale dei nuovi avviamenti sarebbe scesa dal 16% al 15%: con la riforma la percentuale è invece salita al 26%. Di particolare rilievo i dati che riguardano i giovani. Il tasso di disoccupazione, pure ancora troppo elevato, cala di 0,4 punti percentuali e si colloca al 36,4%, riportandosi ai minimi da ottobre 2012. In un anno è sceso di 2,9 punti percentuali e di 6,6 punti percentuali rispetto al febbraio 2014”.

 

I  NUMERI A ottobre – rende noto l’Istat –  il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi (occupati e disoccupati), è pari al 36,4%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’ incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 9,5% (cioè poco meno di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza risulta in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a settembre. Il tasso di occupazione dei 15-24enni diminuisce di 0,1 punti percentuali, mentre quello di inattività aumenta di 0,4 punti. Nelle restanti classi di età il tasso di occupazione a ottobre cala tra i 25-34enni (-0,4 punti percentuali) e i 35-49enni (-0,1 punti), mentre rimane stabile tra gli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione cala tra i 25-34enni (-0,3 punti), rimane stabile tra i 35-49enni e aumenta nella classe 50-64 anni (+0,1 punti). Il tasso di inattività cresce nelle classi 25-34 anni (+0,8 punti) e 35-49 anni (+0,1 punti), mentre cala tra gli ultracinquantenni (-0,1 punti). Guardando alla media degli ultimi tre mesi il tasso di occupazione cala nelle classi più giovani (-0,1 punti tra i 15-24enni, -0,6 punti tra i 25-34enni) e aumenta tra gli ultratrentacinquenni (+0,1 punti). Il tasso di disoccupazione cala tra i 15-24enni (-0,5 punti) e gli ultracinquantenni (-0,1 punti), mentre aumenta nelle classi di età centrali (+0,7 punti nella classe 25-34 anni, +0,1 punti nella classe 35-49 anni). Il tasso di inattività cresce nelle classi più giovani (+0,3 punti tra i 15-24enni, +0,1 punti tra i 25-34enni) mentre cala tra gli ultratrentacinquenni (-0,1 punti). Nell’ arco di un anno si registra un aumento del tasso di occupazione in tutte le classi di età ad eccezione dei 25-34enni (-0,6 punti percentuali). La crescita è particolarmente accentuata tra gli over 50 (+1,4 punti). Il tasso di disoccupazione cala tra i giovani di 15-24 anni (-2,9 punti) e cresce nelle restanti classi (+0,8 punti tra i 25-34enni, +0,2 punti tra i 35-49enni, +0,6 punti tra gli ultracinquantenni).Il tasso di inattività cresce nelle classi più giovani (+0,5 punti tra i 15-24enni, +0,1 punti tra i 25-34enni) mentre cala tra gli ultratrentacinquenni (-0,7 punti nella classe 35-49 anni, -1,9 punti nella classe 50-64 anni).

(red – 1 dic)

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