“Il cielo non è caduto” e “gli italiani hanno un nuovo primo ministro e una nuova opportunità di riformare la loro economia disfunzionale”. Lo scrive il Wall Street Journal evidenziando la “politica moderata” di Paolo Gentiloni e la non “ostilità istintiva verso i mercati o gli Stati Uniti che sono comuni ad alcuni dei suoi colleghi del centro-sinistra Pd”. Una “nonhostility” che, si aggiunge, “non può essere sufficiente per salvare l’Italia, ma è un inizio. Il problema in Italia dopo il referendum è lo stesso problema di prima: nessuno, né nel Pd o in Forza Italia, sta offrendo un vero e proprio programma di riforme per la crescita”. Il quotidiano economico evidenzia poi il nodo del salvataggio del Monte dei Paschi di Siena (“Con Gentiloni al suo posto e il ministro delle Finanze di Renzi, Pier Carlo Padoan, ancora nel suo lavoro, Roma può salvare MPS, forse nazionalizzandola”) ed anche il montante euroscetticismo nel nostro Paese. Aggiunge che “la posta politica restano le elezioni parlamentari previste nella prima metà del prossimo anno” e che “è possibile che una parte degli insorti: come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle potrebbe prendere il potere, anche se Gentiloni lavora ad una riforma della legge elettorale per rendere più difficile a Grillo di vincere con la maggioranza assoluta dei seggi”. E si conclude: “La domanda più grande è se una figura politica sia in grado di convincere gli italiani con un piano credibile per rilanciare la crescita economica, tagliando le tasse e la burocrazia ed attrarre investimenti. Finora nessuno dei partiti tradizionali italiani sta dando agli elettori ragione di credere che vi sia un piano del genere, ma Gentiloni ha l’opportunità almeno di rompere questo deprimente quadro”. (14 Dic – Red)
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