Roma, 12 feb – “Le Figaro” propone il primo di una serie di “viaggi” all’interno di palazzi storici e hotel in cui hanno alloggiato personaggi di spicco del panorama culturale mondiale. Si inizia con Palazzo Gritti, a Venezia, dove alloggiò per diverso tempo Ernest Hemingway. “Nel novembre del 1948, trent’anni dopo aver lasciato l’Italia e le Dolomiti, dove combattè – si legge sul quotidiano francese -, l’anziano tenente della Croce Rossa americana ‘ritrova’ la penisola. Hemingway tornò a Venezia in inverno, la sua stagione preferita per visitare la città”. L’articolo cita le stesse parole dell’autore: “Le pietre di Venezia non sono sensibili al sole e l’inverno grigio dell’Adriatico dona una luce particolare alla città’. La vera Venezia si vede solo in inverno. Le stradine strette sono state così concepite per proteggere la città dal vento dell’Adriatico; le pietre patinate di Piazza San Marco sono fatte per splendere sotto la pioggia”. “In occasione del suo soggiorno – si legge – Hemingway riservò una stanza al Palazzo Gritti su consiglio dell’amico Federico Kechler. Era il novembre del 1948, e il vecchio palazzo gotico costruito per il Doge Andrea Gritti era stato appena trasformato in albergo. Lo scrittore americano alloggiava in una grande stanza al secondo piano. Dalle finestre gotiche della sua stanza ammirava il canale. Attualmente è stata risistemata e porta il suo nome”.
(Fau)