Roma, 13 feb – Nel documento si stabilisce anche un comune impegno a facilitare gli scambi di informazioni e di professionalità. Ciò significa che, d’ora in avanti, gli studenti, i ricercatori (a partire dal livello post-dottorato), i professori ed i lettori di lingue straniere che vorranno fare esperienze accademiche in Cina avranno la strada spianata o, sicuramente, una carta in più da giocarsi. Il memorandum sottoscritto il 26 gennaio ha una validità di cinque anni e, qualora una delle due parti non ne richiede la risoluzione, si rinnova automaticamente per il successivo quinquennio. L’Isiao è un ente pubblico che opera sotto la vigilanza del ministero degli Affari esteri per favorire la conoscenza delle civiltà dei Paesi dell’Africa e dell’Asia. L’ente, che è sorto nel 1995 dalla fusione dell’Ismeo (“Istituto italiano per il medio ed estremo Oriente”) e del Iia (Istituto italo-africano), ha tre sedi: a Roma, a Milano e a Ravenna. La missione dell’istituto è quella di operare nel campo della promozione culturale al fine di avvicinare l’Italia ai Paesi dell’Africa e dell’Asia e alla loro cultura. L’Isiao, nel corso degli anni, ha istituito centri di studio e di ricerca, organizzato mostre e conferenze, patrocinato convegni e seminari specialistici, edito riviste e pubblicazioni di spiccato valore accademico, finanziato importanti campagne archeologiche, istituito corsi di lingue e culture africane e orientali, sottoscritto convenzioni e gemellaggi con analoghi enti accademici sia italiani che stranieri, realizzando tutto ciò con la collaborazione dei suoi soci e di un gran numero di esperti e docenti di formazione africanistica e orientalistica. Sin dall’anno di fondazione, l’Isiao è presieduto dal professor Gherardo Gnoli.
(Sis)