“E ridicolo giudicare in termini quantitativi questo fenomeno, che per l’Europa, da sempre terra d’emigrazione, è una novità assoluta sul piano sociale, politico, economico e dunque, dal punto di vista della psicologia delle masse, è già di per sé inquietante. Ma soprattutto, si deve interpretare l’immigrazione come uno degli aspetti della crisi epocale in corso. La Storia procede per discontinuità. E noi, dalla fine degli Anni 80, stiamo attraversando un periodo cosiddetto ‘assiale’, che separa l’ordine anche simbolico della Guerra fredda dal disordine globale. L’immigrazione non è un fenomeno a sé, siamo in un cambio di epoca per il quale serve un nuovo equilibrio di alleanze politiche, l’ordine precedente è saltato. Il progetto europeo avrebbe potuto assicurare quell’equilibrio, ma per ora è fallito”. Lo dice in un’intervista al quotidiano “La Stampa” il filosofo ed ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari.
Alla domanda “dove ha sbagliato l’Europa? “ Cacciari risponde: “Si sperava che potesse mantenere le politiche sociali e affermare un modello di democrazia non formale. Non ha avuto leadership adeguate al compito. Sono stati commessi errori in buona fede, dettati dall’impazienza: penso all’ingenuità di credere che alla moneta unica sarebbero seguite una politica sociale e fiscale unica Ma ci sono stati anche molti errori pessimi, come seguire gli Stati Uniti nella scellerata politica estera degli anni di Bush o il post primavere arabe”. (5 gen – red)