Intervenire a tutela del credito e del sistema bancario era una operazione inevitabile, anche perché l’unica alternativa possibile al salvataggio di un istituto “è la liquidazione di una banca, che però ha conseguenze gravissime sui risparmiatori e sulla fiducia, che è un bene difficile da recuperare”. Lo spiega il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, che in Parlamento, proprio a proposito di fiducia, sottolinea che “è un fattore essenziale per il funzionamento del sistema bancario: si è spesso gettato discredito sull’intero settore alimentando una percezione negativa, sbagliata e dannosa perché mette a repentaglio la ripresa. Detto questo, è vero che alcune banche hanno reagito meglio e altre peggio alla crisi”. A ogni modo, precisa, “i 20 miliardi per il salvataggio del sistema bancario sono un’operazione one off: bisogna vedere se serviranno davvero tutti, io spero di no”.
CIRCOLO VIRTUOSO – Secondo Padoan comunque, a dispetto del clima di sfiducia, la situazione finanziaria del nostro sistema bancario non è affatto così drammatica. “Stiamo lavorando per creare canali alternativi di finanziamento alle imprese. I dati comunque mostrano un deciso di crediti in sofferenza nel 2016, tornati quasi ai livelli pre-crisi”. E non è affatto escluso “l’innesco di un circolo virtuoso tra pulizia dei bilanci e ritorno alla crescita” nel sistema bancario, anzi “siamo vicini a un punto di svolta positivo, stiamo voltando pagina”.
QUESTIONE MPS – Passando alla questione Monte dei Paschi, secondo Padoan “dagli stress test è emerso che è una banca solvibile, che presenterebbe una carenza di capitale soltanto qualora si verificasse uno scenario particolarmente grave. E’ dunque possibile di intervenire con un aumento di capitale precauzionale. Il management di Mps, che pure ha manifestato la disponibilità a rimettere le deleghe, gode della fiducia del governo. Dopo la ricapitalizzazione si procederà alla nomina di un nuovo consiglio di amministrazione”. (Sis – 12 gen)