Con l’asse angloamericano che si rinsalda come non accadeva dal secolo scorso “l’Europa non deve rinunciare alla sua leadership e guardare in tutte le direzioni. Dobbiamo dare respiro ai Balcani, rafforzare la leadership nel Mediterraneo, difendere la Nato e collaborare con la Russia: è un attore globale, un partner affidabile nel rifornimento energetico e nella lotta al terrorismo. Occorre rilanciare il progetto europeo senza aver paura che qualcuno non partecipi”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in una intervista a La Stampa: “E’ l’ora della difesa comune europea”, “Dobbiamo farla spiegando a Trump che la Nato è utile ma non più sufficiente. Quando fu concepita l’Alleanza Atlantica guardava a est, l’esercito europeo deve pensare soprattutto a Sud. La guardia di frontiera Ue è un passo avanti ma piccolo rispetto alle nostre esigenze”. Una difesa comune che, se anche dovesse incontrare il rifiuto di alcuni Stati membri, dovrà andare avanti: “Perché nell’euro o in Schengen ci stanno tutti? Vuol dire che l’Europa dei tanti cerchi concentrici avrà un altro cerchio. Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano affronta inoltre il nodo delle sanzioni alla Russia: “Di certo non sono un meccanismo perpetuo a rinnovo automatico, semmai uno strumento per il rispetto degli accordi di Minsk. Però non possiamo rimanere ostaggi del paradosso per cui il Paese che più ha spinto per le sanzioni – gli Stati Uniti – fa la pace, e quelli che hanno pagato un passo significativo conto alle sanzioni – l’Ue e l’Italia – restano ostaggio delle sanzioni. È come se noi pagassimo la bolletta e l’America poi accende la luce. Così non è possibile: come Europa dobbiamo proporre a Trump di decidere insieme”. Altro tema caldo, la Libia, alla luce del fatto che Trump non è un sostenitore di Sarraj: “Noi non lo sosteniamo su ordine di qualcuno, ma in base ad una risoluzione Onu. Ma noi siamo anche quelli che per primi hanno proposto di dare un ruolo ad Haftar. Il popolo libico è uno, e la storia e la vocazione dell’Italia è di credere nell’unità della Libia. Al tempo stesso dobbiamo esser consapevoli che quell’unità non si imporne dall’esterno: devono fare pace fra di loro”. Alfano parla anche di Brexit: “Ha due facce della stessa medaglia. Una è la trattativa per l’uscita dall’Unione: il Regno Unito fa il proprio interesse, noi facciamo il nostro. In questo caso il negoziato sarà vero e forte. L’altra è che Londra esce dall’Unione ma non dall’Europa. Per noi restano fondamentali alleati in materia di sicurezza e partner della Nato”. Infine un accenno all’ultimo video sul caso Regeni che conferma le responsabilità egiziane nella sua morte violenta: “Delle responsabilità si deve occupare la magistratura, ma non ci daremo pace politica e diplomatica finché la verità non verrà a galla”. (24 Gen – Red)