Roma, 19 feb – Il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa è però impegnato anche nell’elaborazione di una propria strategia di assistenza ai migranti, con programmi specifici volti al sostegno e alla protezione di quelle donne e bambini più a rischio di sfruttamento, abuso, tratta o violenza. Tutte le Componenti del Movimento collaborano insieme per assicurare ai migranti nel Paese di origine, nel corso del viaggio e nei Paesi di arrivo delle condizioni di vita accettabili e interagiscono con programmi mirati al sostegno delle persone che intendono tornare in patria. A tal fine le Società Nazionali sono aperte ai migranti affinché questi possano diventare membri delle Sezioni giovanili, Volontari, Dirigenti di Croce Rossa/Mezzaluna Rossa e possano assumere un ruolo determinante nell’elaborazione, nell’implementazione e nella valutazione dei programmi di assistenza alla migrazione. In tale quadro i migranti, specie i giovani, possono sostenere le attività delle Società Nazionali divenendo dei mediatori culturali e degli operatori di educazione tra pari. Il Presidente Nazionale della CRI, Massimo Barra, al termine dei lavori ha dichiarato che “le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa devono essere in prima fila nella lotta al razzismo, alla xenofobia e alla discriminazione promuovendo in merito anche nuove norme internazionali. La protezione dei diritti umani e della dignità dei migranti, indipendentemente dal loro status legale, è una priorità per il Movimento Internazionale che dovrà fare pressioni sui Governi affinché i fenomeni migratori vengano considerati un’opportunità e non un problema”. I partecipanti hanno sottolineato il ruolo-chiave della Croce Rossa Italiana nell’assistenza ai migranti che sbarcano in Italia, ad esempio con il Progetto Praesidium per l’accoglienza di quanti arrivano via mare a Lampedusa, implementato dalla CRI in collaborazione con il Ministero degli Interni, OIM, UNHCR e con il finanziamento dell’Unione Europea.
(Iil)